Allegoria della pittura (Faustina Maratta come allegoria della pittura)

Allegoria della pittura (Faustina Maratta come allegoria della pittura)

Allegoria della pittura (Faustina Maratta come allegoria della pittura). Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini a Roma.

Allegoria della pittura (Faustina Maratta come allegoria della pittura) è un dipinto realizzato intorno al 1690 circa dal pittore marchigiano Carlo Maratta ed attualmente conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini a Roma.

Carlo Maratta (o anche Maratti, Carlo 1625-1713) è stato un celebre pittore e restauratore italiano, operante soprattutto nella seconda metà del Seicento. Marchigiano di nascita arriva a Roma ancora giovanissimo e acerbo, formandosi presso la prestigiosa bottega di Andrea Sacchi. La sua arte e la sua pittura diventa, col tempo, l’eccellente risultato della combinazione del classicismo e del barocco.

Invero nella pittura di Carlo Maratta, il classicismo di Sacchi e di Raffaello si combina con lo stile barocco di Gian Lorenzo Bernini e di Pietro da Cortona, elevandolo tra i principali artisti e pittori maggiormente richiesti e operanti a Roma della seconda metà del Seicento.

Tra le opere custodite nelle chiese e nei musei romani si ricorda la grande pala d’altare Morte di San Francesco Saverio conservata all’interno della Cappella di San Francesco Saverio nella Chiesa del Gesù; il Battesimo di Cristo, (databile tra il 1650 e il 1713), conservato all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; la tela raffigurante “San Pietro presenta alla Madonna san Luigi Beltrame, santa Rosa da Lima, san Filippo Benizi, san Francesco Borgia, e san Gaetano da Thiene” (anno 1675), conservata all’interno della Cappella Altieri nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva; il dipinto raffigurante la Fuga in Egitto conservato all’interno della Cappella del Coro d’Inverno nella Basilica di Santa Maria in Trastevere; la tela raffigurante la “Natività” nella Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami; la tela raffigurante la “Vergine col Bambino e i santi Francesco e Giacomo Maggiore” nella Basilica di Santa Maria in Montesanto; la “Visitazione” nella Chiesa di Santa Maria della Pace; la pala d’altare “La Madonna appare a San Filippo Neri” conservata all’interno della Cappella Torrigiani nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini; la tela raffigurante l’“Immacolata Concezione e Santi” (anno 1686)  conservata all’interno della Cappella Cybo della Basilica di Santa Maria del Popolo; il dipinto “Cleopatra scioglie una perla in una coppa di vino” (anno 1693-1695) presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia; il dipinto raffigurante la “Sacra Famiglia” (databile intorno al 1675-1680) conservata presso la Pinacoteca capitolina; il dipinto raffigurante San Paolo, (anno 1667 circa) conservato presso Palazzo Barberini e i dipinti raffiguranti la “Fuga in Egitto“, la “Madonna col Bambino e San Giovannino “, la “Vergine che legge“, “Ritratto della figlia Faustina” o l’ “Allegoria della Pittura“, la “Madonna con Bambino e angeli“, “Rebecca ed Eleazaro“, il “Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria“, la “Trinità“, il “Martirio di sant’Andrea“, e le due tele dell’Annunciazione con l’ “Arcangelo Gabriele” e la “Vergine Annunciata” tutti conservati presso la Galleria nazionale d’arte antica di Palazzo Corsini; il dipinto raffigurante la “Fuga in Egitto“, conservato presso la Galleria Nazionale di Palazzo Barberini.

Il dipinto Allegoria della pittura (Faustina Maratta come allegoria della pittura) raffigura la figlia di Carlo Maratta. La composizione è molto sensuale con l’immagine femminile dalle labbra socchiuse, che lascia scoperto il collo e intravedere una parte del seno, su uno sfondo completamente scuro.

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