Annunciazione. Opera del Beato Angelico

AnnunciazioneL’ Annunciazione è un dipinto (tempera su tavola, cm 154×194), realizzato entro il 1435 dal pittore fra’ Giovanni da Fiesole, detto Beato Angelico ed attualmente conservato nel Museo del Prado a Madrid.

Fra’ Giovanni da Fiesole, (all’anagrafe Guido di Pietro) detto Beato Angelico (Vicchio, Firenze, 1395 circa – Roma, 18 Febbraio 1455), è stato un celebre pittore italiano e frate domenicano, beatificato il 3 ottobre 1982 da Papa Giovanni Paolo II. Molto attivo a Firenze (città nella quale si ricordano gli affreschi realizzati tra il 1440 e il 1445 nell’antico Convento di San Marco, oggi museo) e a Roma (dove si conservano gli affreschi realizzati tra il 1447 e il 1448 circa nella Cappella Niccolina in Vaticano), mentre ad Orvieto si ricordano gli affreschi raffiguranti il Cristo Giudice e la Vela dei Profeti realizzati nel 1447 nella Cappella di San Brizio, all’interno del Duomo.

L’ Annunciazione del Museo del Prado di Madrid rientra in una serie di dipinti sul medesimo tema realizzati dal Beato Angelico intorno al 1430, in particolare l’Annunciazione di San Giovanni Valdarno (databile intorno al 1432), e conservata nel Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo, e l’ Annunciazione di Cortona, realizzata tra il 1434 e il 1436 e conservata nel Museo Diocesano di Cortona. A queste due opere deve aggiungersi, per chiarezza espositiva, anche l’Annunciazione del corridoio Nord nel Convento di San Marco a Firenze, annoverata quale capolavoro dell’arte rinascimentale, e databile in un periodo successivo, orientativamente tra il 1440 e il 1450, dopo che il pittore rientra dal soggiorno romano.

L’Annunciazione del Prado viene dipinta per il Convento di San Domenico a Fiesole e solo in seguito passa alla collezione reale spagnola e poi al Museo del Prado di Madrid.

Anche in quest’opera l’Angelo e la Vergine sono raffigurati all’interno di un porticato classico con due arcate, che divide la scena dell’Annunciazione in due parti (corrispondente la prima alla Vergine annunciata e la seconda all’Angelo annunciante), mentre la terza parte dell’opera si trova sul lato sinistra e raffigura la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre.

L’Arcangelo Gabriele viene raffigurato con le mani incrociate sul petto, in segno di devozione, mentre annuncia il concepimento e la futura nascita del Cristo. La Vergine si protrae con il corpo in avanti, in un cenno di inchino in segno di accettazione al volere divino e con le braccia incrociate al petto in segno di sottomissione e di obebdienza.

Nella parte a sinistra dell’opera sono raffigurati Adamo ed Eva mentre vengono cacciati dal Paradiso terrestre, dipinti in dimensioni più grandi rispetto all’Annunciazione cortonese che sottolinea il peccato (ovvero la disobbedienza). Il giardino è ricco di piante ognuna delle quali conserva un suo simbolismo specifico.

Un raggio di luce “divino”, con la colomba dello Spirito Santo, taglia obliquamente la tela (da sinistra verso destra), raggiunge la Vergine e illumina la scena.

Da notare la rondine dipinta sulla sbarra di ferro dell’arcata del portico sopra la Vergine che fa riferimento al periodo dell’Annunciazione (25 marzo).

Nella predella sono raffigurate cinque scene della vita di Maria, in ordine la Nascita e Sposalizio della Vergine, la Visitazione, l’Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio, la Dormizione di Maria (o Funerali di Maria).

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