Annunciazione. Opera di Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo

AnnunciazioneL’ Annunciazione è un dipinto (olio su tela, cm 103 x 132) realizzato nel 1528 dal pittore veneto Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo, ed attualmente conservato nei Musei Capitolini, Pinacoteca Capitolina, di Roma.

Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo (Garofolo, 1476 o 1481 – Ferrara, 6 Settembre 1559) è stato un celebre pittore di origine veneta, appartenente alla Scuola ferrarese; presumibilemente nato a Garofalo, in provincia di Rovigo, il pittore soleva firmare le sue tele disegnando all’interno delle stesse l’immagine di un garofano.

Le sue opere risentono dell’influsso del Boccaccio Boccaccino prima e successivamente di Raffaello e di Giulio Romano.

Il dipinto l’ Annunciazione viene realizzato per il Monastero di San Bernardino a Ferrara; la tela raffigura da un lato la Vergine Maria, inginocchiata in preghiera e di fronte a lei l’Arcangelo Gabriele, con i gigli in mano, mentre nella parte centrale si elevano due alte colonne in marmo grigio che dividono la scena in due parti. L’abbigliamento umile e modesto della Vergine Maria, raffigurata nella sua intimità domestica, si contrappone a quello più vistoso e sgargiante dell’Arcangelo Gabriele che porta l’annuncio della nascita di Gesù (seguendo il contenuto di  quanto narrato nel Vangelo secondo Luca con l’Arcangelo Gabriele che entra nella casa di Maria per annunciarle il concepimento di Gesù).

L’intimità domestica della Vergine si ricava dalla raffigurazione del camino acceso e del gatto adagiato di fronte al fuoco.

In alto a sinistra compaiono l’immagine di Dio Padre, Gesù Bambino con i simboli della Passione, mentre al centro, tra le colonne in marmo, si eleva la colomba dello Spirito Santo.

La data della realizzazione dell’opera, anno 1528, è dipinta sul camino in numeri romani, mentre la firma del pittore è rappresentata dai tre garofani posti nel vasetto sul pavimento.

Le tonalità cromatiche accese e vibranti conferiscono un effetto luminoso, mentre la struttura compositiva, in diagonale, spinge verso una pacata armonia.

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