Assunzione della Vergine. Opera di Annibale Carracci

Assunzione della VergineL’ “Assunzione della Vergine” è un dipinto (olio su tavola, cm 245×155) realizzato tra il 1600 e il 1601 dal pittore italiano, di origine bolognese, Annibale Carracci, e attualmente conservato nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma.

La Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo, dove il dipinto è collocato, appartiene al cardinale Tiberio Cerasi, tesoriere di Papa Clemente VIII, il quale intorno al 1600 commissiona al Caravaggio due tele, la “Crocifissione di San Pietro” e la “Conversione di San Paolo” e ad Annibale Carracci la pala d’altare raffigurante  l’ “Assunzione della Vergine“.

Annibale Carracci e Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio erano i pittori più richiesti a Roma nel Seicento: il primo si era affermato per gli affreschi della Galleria Farnese a Palazzo Farnese, mentre il secondo con i dipinti per la cappella Contarelli nella Chiesa di San Luigi dei Francesi; stili e caratteri diversi li accomuna il lavoro compiuto congiuntamente nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo.

La tematica prettamente cristiana dell’ Assunzione di Maria in Cielo, ovvero della Vergine assunta alla gloria celeste con l’anima e con il corpo, era già stata precedentemente trattata dal Carracci in due precedenti opere: il dipinto l’Assunzione della Vergine realizzato tra il 1587 e il 1590 e conservato presso il Museo del Prado di Madrid e la tela l’ Assunzione, realizzata nel 1592 e conservata presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Il dipinto “Assunzione della Vergine” presenta una struttura piramidale con in alto la Vergine tra gli angeli, con le braccia aperte, e alle sue spalle si intravede il gruppo degli apostoli, tra incredulità e stupore, mentre in basso, davanti al sepolcro sono raffigurati san Pietro e san Paolo.

I colori accessi e brillanti sottolinenano il giusto equilibrio tra luci e ombre, anticipando l’arte barocca.

P1250030L’opera l’ “Assunzione della Vergine” riprende, sia sotto il profilo compositivo che cromatico, la Trasfigurazione di Raffaello, databile al 1518-1520 e conservato nella Pinacoteca vaticana.

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