Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Piazza della Minerva

La Basilica di Santa Maria sopra Minerva unitamente all’annesso Convento Domenicano si trova a Roma, in Piazza della Minerva, vicino al Pantheon, nel rione Pigna.

Anticamente nella zona sorgevano tre templi dedicati a Minerva, ad Iside e a Seràpide e nell’VIII secolo la originaria chiesa di Santa Maria sopra Minerva viene affidata dal pontefice Zaccaria I alle monache basiliane provenienti da Costantinopoli. Successivamente nel 1266, la chiesa passa ai frati domenicani, e nel 1280 inizia la costruzione della nuova Basilica da parte degli stessi, grazie ai contribiti economici del Papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani). Il progetto viene elaborato da due frati domenicani, fra’ Sisto da Firenze e fra Ristoro da Campi su modello della Basilica di Santa Maria Novella di Firenze.

Nel corso dei secoli seguono una serie di lavori di ampliamento, di rifacimento e di restauro che si protraggono fino al 1800 e a cui partecipano i maggiori architetti dell’epoca (in particolare Carlo Maderno), si passa dallo stile barocco seicentesco che ancora permane in alcune cappelle laterali, ad uno stile romanico all’esterno e gotico all’interno.

Nel 1667, nella piazza antistante la Basilica di Santa Maria sopra Minerva viene inserito l’ Elefantino della Minerva, o anche noto con il nome di “Pulcino della Minerva” realizzato su progetto di Gian Lorenzo Bernini ed eseguito dal suo allievo, Ercole Ferrata.

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Si tratta di un elefante di marmo che regge sul dorso un obelisco egizio di granito rosa di metri 5,47 di altezza, rinvenuto nel 1665 nel giardino maggiore del Convento dei Domenicani.

L’interno della Basilica di Santa Maria sopra Minerva si presenta a tre navate con dodici pilastri in marmo e con una serie di cappelle laterali.

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“Cappella dell’Annunziata“

In particolare occorre citare la “Cappella dell’Annunziata“, opera di Carlo Maderno (su commissione del Cardinale domenicano Juan de Torquemada per la Confraternita dell’Annunziata, che forniva la dote alle ragazze povere per sposarsi o per entrare in convento) che conserva la tela d’altare raffigurante l’ “Annunciazione e il cardinale Torquemada che presenta le fanciulle povere“, databile intorno al 1485 e realizzata dal pittore Antoniozzo Romano mentre ai lati dell’altare si trovano le statue di San Domenico e di San Giacinto di Niccolò Stabbia;

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“Cappella Aldobrandini”

la “Cappella Aldobrandini” opera di Giacomo Della Porta, Girolamo Rainaldi e Carlo Maderno, con la pala d’altare “Istituzione dell’eucaristia” (anno 1603-1607) di Federico Barocci detto il Fiori mentre ai lati dell’altare si trovano le statue di San Pietro e di San Paolo di Camillo Mariani oltre alle statue di San Sebastiano di Nicolas Cordier e di Clemente VIII di Ippolito Buzi;

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“Cappella di San Raimondo di Peñafort”

la “Cappella di San Raimondo di Peñafort” con la tela d’altare raffigurante “San Paolo e San Raimondo di Penafort” di Niccolò Magni D’Artesia, il monumento funebre del Cardinale Juan Diego de Coca realizzato da Andrea Bregno (1465) e l’affresco Cristo giudice tra due angeli di Melozzo da Forlì;

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“Cappella del Crocifisso“

la “Cappella del Crocifisso“, che custodisce al suo interno un antico crocifisso ligneo risalente al Quattrocento e (presumibilmente) attribuito a Giotto; la “Cappella Altieri” che conserva sull’altare la tela “San Pietro presenta alla Madonna san Luigi Beltrame, santa Rosa da Lima, san Filippo Benizi, san Francesco Borgia, e san Gaetano da Thiene” opera del 1675 di Carlo Maratta;

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“Cappella Carafa”

la straordinaria “Cappella Carafa” emblema dell’arte rinascimentale, dedicata alla Vergine e a San Tommaso d’Aquino, risalente al XV secolo, costruita su incarico del cardinale Oliviero Carafa, che conserva al suo interno un ciclo di affreschi del pittore Filippino Lippi (figlio del più celebre pittore Filippo Lippi e Lucrezia Buti) assistito dal giovanissimo pittore Raffaellino del Garbo, nella specie la pala d’altare (realizzata ad affresco) raffigurante l’“Annunciazione” racchiusa in una cornice di stucco, mentre ai lati e nella parte superiore è raffigurata l’ “Assunzione della Vergine“.

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“Cristo della Minerva”

Tra le opere d’arte custodite nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva occorre citare il “Cristo della Minerva statua marmorea realizzata tra il 1519 e il 1520 da Michelangelo Buonarroti posta sul lato sinistro dell’altare maggiore, mentre su un pilastro della navata laterale sinistra si trova il Monumento funerario di Suor Maria Raggi, opera realizzata tra il 1647 e il 1653 dal Bernini in chiaro stile barocco, e il dipinto “Fuga in Egitto e angeli” della pittrice di origine bolognese Lavinia Fontana.

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Monumento funerario di Suor Maria Raggi

Inoltre all’interno della Basilica sono custodite le reliquie della religiosa italiana Caterina da Siena, sotto l’altare maggiore, e del pittore fra’ Giovanni da Fiesole, detto il Beato Angelico (lastra tombale realizzata da Isaia da Pisa nel 1455).

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Lastra tombale del Beato Angelico

Dietro la Sacrestia è stata ricostruita la stanza di Via di Santa Chiara dove Caterina da Siena trova la morte il 29 Aprile del 1380, con affreschi realizzati dalla scuola di Antoniazzo Romano.

All’ esterno della Basilica di Santa Maria sopra Minerva , sul lato sinistro, si trova il Convento e il Chiostro quattrocentesco a carattere cosmatesco fatto costruire dai frati Domenicani.

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