Chiesa di Sant’Isidoro a Capo le Case

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le CaseLa Chiesa di Sant’Isidoro a Capo le Case, in stile barocco, si trova a Roma, in Via degli Artisti, a pochi passi dalla celebre Via Veneto, nel rione Ludovisi.

L’edificazione della Chiesa di Sant’Isidoro a Capo le Case e dell’adiacente convento risale al 1622 per volere dei Francescani spagnoli (denominati Descalceati) su progetto dell’architetto Antonio Felice Casoni e viene dedicata al santo spagnolo Isidoro agricola, la cui canonizzazione viene fatta nel 1622 da Papa Gregorio XV (al secolo Alessandro Ludovisi). La costruzione della chiesa viene finanziata dal nobile Ottaviano Vestri di Barbiano. Nel 1625 i lavori di costruzione della chiesa e del convento vengono continuati dai francescani irlandesi su progetto dell’architetto Domenico Castelli e completati nel 1672.

La facciata della Chiesa di Sant’Isidoro a Capo le Case, con portico e una scalinata a doppia rampa, è opera di Carlo Bizzaccheri e risale al 1704.

L’interno, a croce latina, si presenta a una sola navata con due cappelle per ogni lato e altre due cappelle ai lati del presbiterio; tra le principali opere d’arte ivi conservate occorre citare il dipinto sull’altare maggiore raffigurante “Sant’Isidoro e la Vergine Maria” realizzato nel 1622 dal pittore laziale Andrea Sacchi;

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

Sant’Isidoro e la Vergine Maria, opera di Andrea Sacchi

la prima cappella sul lato destro, Cappella di San Giuseppe o Cappella della famiglia di Sherlock di Waterford, decorata interamente da Carlo Maratta, che conserva sull’altare il dipinto raffigurante “Lo Sposalizio della Vergine“, la “Fuga in Egitto“, lato sinistro, e il “Sogno di San Giuseppe morente“, lato destro, (tutti databili 1652 circa):

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

Lo Sposalizio della Vergine, opera di Carlo Maratta

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

“Fuga in Egitto”, opera di Carlo Maratta

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

“Sogno di San Giuseppe morente”, opera di Carlo Maratta

la seconda cappella sul lato destro, la Cappella di Sant’Anna realizzata da Domenico Castelli che conserva la pala d’altare raffigurante la “Vergine e Sant’Anna” (databile 1650 circa), opera di Paolo Naldini, unitamente ai dipinti raffiguranti la Presentazione di Maria al Tempio e lo Sposalizio di Sant’Anna e di San Gioacchino;

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

“Vergine e Sant’Anna”, opera di Paolo Naldini

la quarta cappella sul lato sinistro, la Cappella di Sant’Antonio da Padova che conserva la pala d’altare raffigurante “Sant’Antonio in estasi“, opera di Gian Domenico Cerrini, detto il Cavalier Perugino (databile 1661);

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

“Sant’Antonio in estasi”, opera di Gian Domenico Cerrini, detto il Cavalier Perugino

la Cappella da Sylva, a destra dell’altare maggiore, realizzata in marmi policromi nel 1663 per volere del nobile portoghese Rodrigo Lopez de Sylva su disegno di Giovanni Lorenzo Bernini e con l’esecuzione tra 1661 e il 1663 dei suoi stretti collaboratori;

Cappella da Sylva Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

Cappella da Sylva

Cappella da Sylva

Cappella da Sylva

in particolare le allegorie di marmo poste tra i monumenti funebri della famiglia da Sylva, raffigurano la “Pace” e la “Giustizia“, sulla parete di destra, e sono opere di Paolo Naldini, mentre quelle poste sulla parete di sinistra, la “Carità” e la “Verità” sono opera di Giulio Cartari (tutte oggetto di censura nel 1863); a quest’ultimo vengono attribuiti anche i putti che sorreggono la pala d’altare con il dipinto ovale raffigurante l'”Immacolata Concezione” di Carlo Maratta (databile 1663);

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

la Carità

 

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

la “Carità” e la “Verità”

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

la “Pace” e la “Giustizia”

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