Comunione degli Apostoli. Opera di Luca Signorelli

Comunione degli ApostoliLa Comunione degli Apostoli è un dipinto (tempera su tavola, cm 232×220) realizzato nel 1512 dal pittore toscano Luca Signorelli, ed attualmente conservato presso il Museo Diocesano di Cortona.

Luca Signorelli, (Cortona, 1450 circa – Cortona, 16 Ottobre 1523), è stato un rinomato pittore di origine toscana, annoverato tra i maggiori esponenti del Rinascimento italiano. Allievo di Piero della Francesca, il pittore cortonese si forma ad Arezzo ed è molto attivo principalmente in Toscana, Marche e Umbria; lavora ad Orvieto dove la sua opera più celebre è certamente il ciclo di affreschi, una sorte di Giudizio Universale, realizzati nel 1499 nella Cappella di San Brizio, in origine denominata Cappella Nova all’interno del Duomo o Cattedrale di Santa Maria Assunta; a Roma con la decorazione della Cappella Sistina, inizialmente come aiuto del Perugino (al secolo Pietro di Cristoforo Vannucci), e ad Asciano, in provincia di Siena con il ciclo di affreschi, “Storie di San Benedetto”, realizzati tra il 1497 e il 1498 nel Chiostro Grande dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

Il dipinto la Comunione degli Apostoli proviene dall’altare maggiore della Chiesa del Gesù a Cortona ed era una delle tre tavole, unitamente ai dipinti la Allegoria dell’Immacolata Concezione (datato 1521-1523) e l’Adorazione dei Pastori (datato 1521-1524), tutte destinate agli altari della suddetta  chiesa e che in origine facevano parte di un programma iconografico incentrato sul mistero dell’incarnazione di Cristo e sull’istituzione dell’Eucarestia.

Il dipinto la Comunione degli Apostoli raffigura al centro il Cristo circondato dai dodici Apostoli, disposti sei per ogni lato, le cui posizioni, in piedi o in ginocchio, chinati o con le mani giunte in preghiera, tendono ad assumere una struttura piramidale.

Il Cristo cammina nel corridoio centrale e distribuisce le ostie agli Apostoli mentre in primo piano, su lato destro, è raffigurato Giuda Iscariota, con lo sguardo rivolto verso l’esterno dell’opera, mentre infila la moneta d’oro nella tasca, oggetto del tradimento di Cristo.

Tutta la scena è ambientata all’interno di una struttura architettonica classica, nella specie un porticato con colonne ioniche, archi a tutto sesto e il pavimento di tarsie marmoree policrome, mentre sullo sfondo si intravede il cielo azzurro. Le tonalità cromatiche si evidenziano maggiormente negli abiti degli Apostoli, dai colori accesi e sgargianti.

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