Deridere le Distanze

Deridere le Distanze

Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa ValdeseDeridere le Distanze autori di reato

L’attività progettuale denominata “Deridere le Distanze”, iniziata nel mese di Ottobre 2018, comporta una serie di attività a carattere artistico, culturale e sociale attraverso lo strumento della Caricatura ed è destinata ad un piccolo gruppo di persone diversamente abili. Invero, l’attività progettuale “Deridere le Distanze” è diretta al recupero sociale delle persone sottoposte alla messa alla prova ed è strettamente collegata all’istituto della messa alla prova con riguardo agli adulti di cui alla Legge 28 Aprile 2014, n. 67, e ai minori di cui al D.P.R. 22 Settembre 1988, n. 448.
Accanto ai minori e adulti, beneficiari dell’istituto della messa alla prova si trova un piccolo gruppo di persone diversamente abili, con l’obiettivo di creare le opportune basi per l’inclusione sociale. In tal senso l’inclusione sociale passa attraverso la cooperazione reciproca e la paritaria ed attiva partecipazione di tutti i componenti del gruppo all’attività sociale. Sotto il profilo tecnico e artistico la Caricatura è una rappresentazione idonea, per la sua semplicità, a mettere in risalto le caratteristiche estrinseche ed intrinseche dell’immagine o della figura oggetto della stessa. Si tratta di uno strumento appropriato ad avvicinare le persone al mondo della disabilità, spesso concepito come diverso e distante.

Deridere le Distanze autori di reato

Ci teniamo a sottolineare come questa attività progettuale si è resa possibile grazie al contributo della Chiesa Valdese che con I Fondi dell’Otto per Mille ha inteso supportare questa entusiasmante esperienza volta alla rieducazione e reinserimento sociale delle persone (minori e adulti) beneficiari dell’istituto della messa alla prova.

La quarta fase dell’attività progettuale “Deridere le Distanze” è stata incentrata sulla conoscenza di due grandi personalità artistiche femminili dell’Ottocento: Berthe Morisot e Mary Cassatt.

Entrambe rinomate pittrici impressioniste ma profondamente diverse, Berthe Morisot e Mary Cassatt hanno introdotto i partecipanti dell’attività progettuale sul terreno della pittura femminile, da sempre poco esplorata. Invero, la prima, Berthe Morisot, di origine francese instaura un rapporto di affetto, stima e fiducia con Edouard Manet divenendo la sua modella preferita che la immortala in ben undici tele, la seconda, Mary Cassatt, di origine americana, è molto vicina a Edgar Degas. Entrambe sviluppano nel tempo affinità simili tanto da arrivare a rappresentare nei loro quadri il mondo femminile, familiare e domestico e spesso con le stesse tonalità cromatiche.

A sostegno di tale evento sono state esaminate ed analizzate una serie di opere delle due pittrici, in particolare La cullarealizzato da Berthe Morisot nel 1872, e attualmente conservato presso il Museo d’Orsay di Parigi. L’opera, che indaga il legame intimo tra un madre e il figlio, raffigura Edma, sorella della Morisot, intenda a vegliare con cura la sua bambina Blanche mentre dorme nella culla. Il dipinto “La culla”, per il sentimento materno e protettivo, viene considerato una della più importanti opere d’arte di Berthe Morisot. Tale opera è stata messa a confronto con il dipinto “Little Girl in a Blue Armchair” (Bambina in una poltrona blu) realizzato nell’anno 1878 dalla pittrice Mary Cassatt, ed attualmente conservato presso la National Gallery of Art di Washington, DC. Nell’opera il mondo dell’infanzia viene esplorato in maniera più realistica: in tal senso la postura particolare, scomposta, della bambina adagiata su una poltrona in un momento di riposo, indifferente al fatto di essere dipinta, denota la capacità di rappresentare fedelmente la realtà quotidiana dell’infanzia, così come è, priva di sovrastrutture.

Ulteriore opera analizzata è stata il dipinto “Donna alla toilette” realizzata dalla pittrice francese Berthe Morisot tra il 1875 e il 1880 e attualmente conservato presso l’Art Institute di Chicago. Si tratta di un’opera sensuale, caratterizzata dalla raffinatezza cromatica e da una elevata capacità tecnica nella quale la profondità viene opportunamente creata attraverso lo strumento di uno specchio. Quest’opera è stata messa a confronto con il dipinto Donna con collana di perle in una loggia (o Woman with a Pearl Necklace) realizzato nel 1879 dalla pittrice americana Mary Cassatt, ed attualmente conservato presso il Philadelphia Museum of Art di Filadelfia. Anche in questo caso per dare profondità al dipinto è stato utilizzato lo strumento dello specchio, collocato dietro alle spalle della donna e che riflette l’immagine della stessa e del restante pubblico del teatro.

Occorre affermare che Berthe Morisot e Mary Cassatt, simili ma allo stesso tempo profondamente diverse, sono le uniche due pittrici donne ad essere qualificate come pittrici impressioniste, nonostante le critiche e i pregiudizi del mondo accademico tradizionale e gli stereotipi della società parigina dell’Ottocento.

Proseguiamo con ardore, portando avanti le azioni previste, con la gioia e l’emozione di trovarci uniti, solidali ed integrati nel nome dell’inclusione sociale, della condivisione dell’arte e della cultura.

Non ci resta che ringraziare la Chiesa Valdese per aver reso possibile, attraverso il contributo concesso con i Fondi dell’Otto per Mille, questa entusiasmante esperienza progettuale.

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