Fiammetta Michaelis

Fiammetta Michaelis (Firenze, 1465 – Roma, 1512) è stata una famosa cortigiana operante a Roma durante il florido periodo del Rinascimento italiano.

Poche informazioni si conoscono sulla sua vita; di nascita fiorentina Fiammetta Michaelis all’età di solo tredici anni, a seguito della morte del padre si trasferisce a Roma, insieme alla madre la quale esercita il mestiere di cortigiana. Si può ben ipotizzare che anche la giovane Fiammetta abbia di lì a poco iniziato l’attività di meretrice, seguendo le orme materne. Diventa così l’amante prediletta di Giacomo Ammannati Piccolomini, cardinale e umanista italiano. Questi nel 1479 muore lasciando un testamento nel quale la audace Fiammetta Michaelis viene nominata erede di tutti i suoi beni.

Tale evento provoca sdegno e clamore pubblico, inneggiando all’immoralità, così interviene il papa Sisto IV, il quale affida al questione ereditaria all’esame di una apposita commissione.

I beni indicati nel testamento vengono pertanto ridotti e Fiammetta Michaelis eredita, esclusivamente a titolo di dote ( e non come amante di Giacomo Ammannati Piccolomini), un totale di quattro proprietà immobiliari site in Roma e precisamente una vigna con casino presso la Porta Viridaria del Vaticano, una abitazione in via dei Coronari numero 157, un’altra in via degli Acquasparta numero 16, e infine una casa con torre nello scomparso vicolo della Palma.

Fiammetta Michaelis

All’angolo con Via degli Acquasparta sorge oggi Piazza Fiammetta, unica piazza romana che prende il nome da una cortigiana.

Fiammetta Michaelis

Si narra inoltre che la giovane Fiammetta Michaelis abbia anche avuto una relazione amorosa con Cesare Borgia detto il Valentino figlio illegittimo Rodrigo Borgia, poi Papa Alessandro VI e Vannozza Cattanei, nonchè fratello di Lucrezia Borgia.

Sebbene non si conosce la data esatta della sua morte sembra che Fiammetta Michaelis muore a Roma nel 1512; tra le sue ultime volontà vi era anche il desiderio di essere sepolta presso la Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, dove venivano seppellite le cortigiane di un certo rango come Giulia Campana e la figlia Tullia d’Aragona.

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