Funerale a Ornans. Opera di Gustave Courbet

Funerale a Ornans burlesqueIl “Funerale a Ornans” (Un enterrement à Ornans) è un dipinto (olio su tela, cm 315×668) realizzato tra il 1849 e il 1850 dal pittore francese Gustave Courbet, ed attualmente conservato presso il Museo d’Orsay di Parigi.

Nel 1850 Courbet espone il dipinto “Funerale a Ornans” al Salone di Parigi con il titolo di Tableau de figures humaines, histoire d’un enterrement à Ornans (Quadro di figure umane, narrazione di un funerale a Ornans), ma l’opera viene fortemente criticata sia per le dimensioni della tela e sia per la “bruttezza” della rappresentazione e dei personaggi. Una tela di quella grandezza era solitamente riservata alle rappresentazioni storiche o mitologiche.

Il dipinto, in sintesi, è definito troppo realistico per essere presentato al Salone di Parigi, tanto da essere contestato e, al contempo, incompreso.

D’altronde il pittore francese Gustave Courbet può essere definito il padre e il creatore del Realismo del XIX secolo, un nuovo linguaggio espressivo che ribalta i canoni artistici ed estetici opponendosi ai modelli del classicismo accademico.

Lo stesso Gustave Courbet nel 1861 afferma:

“La pittura è un’arte essenzialmente concreta e può consistere solo nella rappresentazione delle cose reali ed esistenti. Un oggetto astratto, non visibile, non rientra nel dominio della pittura.  Non possono esserci scuole, ci sono solo pittori.”

Il dipinto “Funerale a Ornans” mostra sulla colossale tela un banale funerale nella cittadina di Ornans, (da pochi conosciuta se non fosse la città di nascita di Courbet), con una serie di persone comuni, ben ventisette, come il sindaco, il sacerdote, due sacrestani con la croce, due piccoli chierichetti, il becchino, e una serie di uomini, tutti disposti sul lato sinistro, e donne, raffigurate sul lato destro, mentre nella parte centrale dell’opera è visibile sul terreno la fossa dove la bara verrà calata.

Le tonalità scure e cupe variano dal nero, al verde e al grigio che emergono tra i copricapi bianchi delle donne e il rosso delle vesti dei due uomini ecclesiastici. La rappresentazione del corteo funebre è naturale, quasi fotografica: un agglomerato di figure umane, per lo più anonime, dipinte in pose reali ed autentiche.

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