La Velata. Opera di Raffaello Sanzio

La Velata

La Velata (o Ritratto di donna detta “La Velata”)

La Velata (o Ritratto di donna detta “La Velata”) è un dipinto (olio su tela, cm 82×60,5) realizzato tra il 1512 e il 1513 circa dal pittore urbinate Raffaello Sanzio, ed attualmente conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. Unitamente alla Fornarina (databile 1518–1519 circa e attualmente conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma) è uno dei ritratti femminili più celebri di Raffaello Sanzio.

Il titolo dell’opera La Velata deriva dal velo che ricopre il capo e le spalle della figura femminile  effigiata, e rimanda ad una condizione di donna sposata con prole. Più incerta appare l’identificazione della giovane ritratta, per lungo tempo ritenuta Margherita Luti o meglio conosciuta come “La Fornarina”, sua amante, mentre altri critici propendono per una nobildonna dell’epoca, ritratta dal Sanzio presumibilmente su commissione. Tale convinzione deriva dall’elegante veste di seta e ai gioielli indossati dalla giovane donna, come la collana di perle al collo e il diadema sul capo, con un rubino di taglio quadrato, uno zaffiro e una perla.

Il dipinto viene realizzato tra il 1512 e il 1513 e risale al periodo romano del pittore urbinate e verso la fine del Cinquecento viene certificata dal Vasari la presenza dell’opera a Firenze presso l’abitazione del mercante Matteo Bottini; successivamente, nel 1619, l’opera entra a far parte della collezione dei Medici e nel 1622 arriva presso la galleria di Palazzo Pitti a Firenze.

Il dipinto raffigura una bella e giovane donna a mezzo busto, voltata verso sinistra, su uno sfondo completamente scuro; le linee del volto sono molto delicate, lo sguardo è rivolto verso lo spettatore e la mano destra è poggiata sul petto. Da notare come il viso è perfettamente incorniciato da una massa di capelli scuri mentre una piccola ciocca di capelli, leggermente ondulati e appena visibili, scende sulla guancia sinistra della donna.

La parte rilevante dell’opera è il sontuoso vestito di seta dove, tra le pieghe dello stesso, in particolare sulla manica sinistra, in ben evidenza in primissimo piano, è possibile ammirare le abilità artistiche del Sanzio, con ampie pennellate di colore, variazioni di bianco su bianco, e contrasti chiaroscurali.

Proprio la gestualità della mano destra, poggiata sotto al petto, e la postura della figura umana dagli occhi e dai lunghi capelli scuri, raccolti sul capo, rimanda ad altro celebre dipinto, la Dorotea (o Ritratto di giovane romana con cesto di frutta) realizzato nel 1512 circa dal pittore veneziano Sebastiano del Piombo, ed attualmente conservato presso la Gemäldegalerie di Berlino.

Dorotea francesca ordeaschi

Dorotea, opera di Sebastiano del Piombo

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