Ritratto di una donna nera. Opera di Marie-Guillemine Benoist

Ritratto di una donna neraRitratto di una donna nera è un dipinto (olio su tela, cm 81 × 65) realizzato nel 1800 dalla pittrice francese Marie-Guillemine Benoist, ed attualmente conservato presso il Museo del Louvre, Dipartimento dei Dipinti, a Parigi.

Marie-Guillemine Benoist (Parigi, 18 Dicembre 1768 – Parigi, 8 Ottobre 1826) è stata una famosa pittrice francese, allieva di Elisabeth Vigée-Le Brun e successivamente del pittore Jacques-Louis David.

Attraverso la sua pittura, Marie-Guillemine Benoist manifesta la sua indole femminista ed anticonformista, sfidando gli stereotipi sociali e ridipingendo le regole dei diritti delle donne. I suoi ideali si manifestano pienamente nel 1800 quando viene esposto al Salon di Parigi il dipinto Ritratto di una donna nera, che suscita un immediato scalpore e con il quale Marie-Guillemine Benoist raggiunge in breve tempo la notorietà e la fama. L’opera, diviene il principale capolavoro della pittrice francese, e assurge al ruolo di manifesto simbolico per la lotta alla schiavitù e per l’affermazione dei diritti delle donne. Occorre tener presente che al momento della realizzazione dell’opera la schiavitù era stata abolita in Francia da circa sei anni.

Già qualche anno prima, nel 1791, Marie-Guillemine Benoist afferma i suoi ideali di emancipazione femminile attraverso l’opera L’Innocence entre la Vertu et le Vice (L’Innocenza tra Virtù e Vizio) nella quale il Vizio viene raffigurato con le sembianze di un uomo e non di una donna, contro gli schemi sociali e tradizionali dell’epoca.

Il dipinto Ritratto di una donna nera raffigura l’immagine a tre quarti di una giovane donna di colore, seduta su una sedia rivestita da un drappo blu scuro, e avvolta in una tunica bianca,  di stile classico, allacciata in vita da un cintura rossa, che lascia scoperte le spalle e il seno. Il capo è a sua volta coperto da un turbante bianco. Lo sguardo, deciso ed espressivo, è indirizzato verso lo spettatore, senza indugio o remora.

La forza dell’opera deriva dall’audace scelta di ritrarre una donna di colore, con molta probabilità una domestica, e dal contrasto cromatico tra il nero della pelle della donna e il bianco della tunica, il tutto condito da uno sfondo neutro, color ocra.

Il dipinto Ritratto di una donna nera viene acquistato nel 1818 dallo Stato francese.

Si è più volte sottolineato da parte della critica artistica le similitudini, sotto il profilo prettamente compositivo, tra l’opera Ritratto di una donna nera e il celebre dipinto di Raffaello Sanzio, La Fornarina, realizzato intorno al 1518–1519 circa e attualmente conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma. Le analogie dei due dipinti riguardano in particolar modo la postura delle due donne raffiguarte, l’abbigliamento delle stesse che lascia scoperto le spalle e il seno, l’acconciatura dei capelli, raccolti in un turbante, lo sguardo fisso verso lo spettatore, ma non vi è una comunanza cromatica e nè tantomeno dei motivi alla base della realizzazione delle due opere.  

la fornarina

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