Santa Margherita da Cortona ritrova il cadavere dell’amante

Santa Margherita da Cortona ritrova il cadavere dell'amante

Santa Margherita da Cortona ritrova il cadavere dell’amante. Opera di Marco Benefial. Galleria D’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma.

Santa Margherita da Cortona ritrova il cadavere dell’amante è un dipinto (olio su tela, cm 120×145) realizzato tra il 1728 e il 1732 dal pittore romano Marco Benefial, ed attualmente conservato presso la Galleria D’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma.

Marco Benefial (Roma, 25 Aprile 1684 – Roma, 9 Aprile 1764) è stato un celebre pittore italiano. Allievo del pittore Bonaventura Lamberti, subisce l’influenza della tradizione classicista e della pittura bolognese seicentesca, dai Carracci a Guido Reni. La sua indole anticonformista lo porta spesso ad opporsi all’arte tradizionale ed accademica, ne consegue che la sua affermazione è stata lenta e spesso poco apprezzata. In particolare il Benefial si oppone al decreto dell’Accademia di San Luca del 1715, in cui i non accademici non possono ottenere commissioni pubbliche senza un preventivo esame dell’accademia stessa. Ciò ha comportato, nonostante l’esito favorevole, l’espulsione del pittore romano dall’Accademia di San Luca.

Tra le sue opere romane occorre citare le due tele (databili al 1732), raffiguranti Santa Margherita ritrova il corpo dell’amato e Morte di Santa Margherita all’interno della Cappella di Santa Margherita da Cortona nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli, a Roma nel rione Campitelli; la tela raffigurante La morte di Santa Giacinta Marescotti (1736) nella Basilica di San Lorenzo in Lucina; la pala raffigurante la Madonna col Bambino, san Gallicano e tre malati e le due tele raffiguranti San Filippo Neri e Madonna della Neve nella Chiesa dei Santi Maria e Gallicano, nel rione Trastevere; la tela raffigurante il “Martirio di Sant’Agnese” (1750), nella Chiesa della Trinità degli Spagnoli; la Flagellazione nella Chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco, nel rione Pigna. Tra le sue altre opere principali occorre citare i dipinti raffiguranti San Lorenzo che amministra la Comunione San Lorenzo conservati nel Duomo di Viterbo o Cattedrale di San Lorenzo; gli affreschi nel presbiterio nel Duomo di Città di Castello o Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio raffiguranti le Storie di San Florido risalenti al XVIII secolo con al centro San Florido benedice il progetto di ricostruzione della città.

Il dipinto Santa Margherita da Cortona ritrova il cadavere dell’amante raffigura la santa in un bosco guidata dal cane mentre ritrova il cadavere del suo amante Arsenio. E’ proprio tale evento che porterà la donna verso il cammino della conversione L’opera, intrisa di un pacato pathos emotivo, conservata presso la Galleria D’Arte Antica di Palazzo Barberini è il bozzetto preparatorio per uno dei quadri per la Cappella Boccapaduli o Cappella di Santa Margherita da Cortona nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli commissionati al pittore Marco Benefial dal cardinale Pietro Marcello Corradini, in occasione della canonizzazione della santa toscana (1728).

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