Fuori del monastero

Fuori del monastero Il fenomeno dello stalking All'ipotetico lettore Mia vita Quant’è difficile la giovinezza Quasi una fantasia In una chiesa Le parole oggi non bastano Primo incontro Si dice Il dono CertezzaFuori del monastero

Questo caldo la stanca.
Non lo dicea: ma di color di rosa
Divenuta era bianca
La sua faccina, e languida
Tal che pareva un fior di tuberosa.

A le palpebre accanto
Aveva un cerchio azzurro: è la malia
De le ciglia che han pianto;
E il vecchio babbo, facile
A intenerirsi, l’ha condotta via.

Addio, quiete profonda,
Alte, avare di luce, antiche mura
De ’l chiostro! Ecco una sponda
Che i rai de ’l sole indorano,
Ecco de ’l mar la cerula pianura.

Fuori le vesti ornate
Di crespi falpalà, di nastri e trine,
Le scarpette scollate
E i cappelli incredibili!
Regina ella sarà tra le bambine.

Guardate che vivaci
Gruppi di teste bionde, occhi lucenti
E bocchine da baci,
Che rapidi si muovono
Fra gridi e risa, a vari giuochi intenti.

Qui, con piccole pale,
Questi, gravi ingegneri, entro la rena
Tracciano un gran canale;
Altri là, ne le ciotole,
Apprestan zuppe d’alghe per la cena.

Oh, il mare è generoso
Pe’ i bimbi. Nel terror de la sua notte,
Il mostro spaventoso,
Enormi navi ferree
Fra cupi lampi e fra ruggiti inghiotte.

Ma eterni inni cantando,
Vien le brevi a lambir piante vermiglie
De i fanciulletti, e blando
N’empie le mani candide
Di smaglianti pietruzze e di conchiglie.

Così vince e penètra
L’innocenza co’ suoi miti splendori
L’irata anima tetra.
Guerra a i potenti, a gli uomini,
Ma in ginocchio dinanzi angeli e fiori.

Evelina Cattermole, all’anagrafe Eva Giovanna Antonietta Cattermole (Firenze, 26 Ottobre 1849 – Roma, 30 Novembre 1896), è stata una famosa scrittrice e poetessa italiana della seconda metà dell’Ottocento. Le sue opere vengono pubblicate utilizzando lo pseudonimo di Contessa Lara.

Nata in una benestante famiglia a Firenze, Evelina Cattermole studia a Parigi, e si forma culturalmente sotto tutti gli aspetti, dall’apprendimento della musica grazie alla madre, nota pianista, alle lingue straniere, con il supporto del padre, professore d’inglese. L’animo letterario si sviluppa con il sostegno e gli insegnamenti della famosa poetessa Marianna Giarré-Billi.

La sua prima raccolta poetica Canti e Ghirlande viene pubblicata a Firenze nel 1867. A partire dal 1875 la sua attività letteraria si arricchisce con la pubblicazione di diverse opere: nel 1883 la raccolta poetica, Versi; nel 1886 viene pubblicata la raccolta di poesie, E ancora versi e la raccolta di novelle, Così è, mentre il primo romanzo L’innamorata esce nel 1901.

Molto più famose sono le sue vicende sentimentali, in parte definite scandalose, alimentate da pettegolezzi per la sua bellezza, raffinatezza ed ingenuità, che accompagnano la sua vita fino alla tragica morte.

Sempre alla ricerca dell’amore duraturo e stabile Evelina Cattermole alterna diverse relazioni sentimentali fino a quando conosce il pittore napoletano Giuseppe Pierantoni, con il quale convive a Roma.

Ma la relazione si rivela ben presto burrascosa fatta di persecuzioni, gelosia, litigi violenti, e alimentata da interessi soprattutto economici da parte del pittore di scarso talento, poco propenso al lavoro, verso la scrittrice fiorentina. Quest’ultima cerca invano di lasciarlo, ma il Pierantoni si oppone con forza.

Il 30 novembre 1896 è il giorno fatale: Evelina Cattermole viene uccisa con un colpo di pistola sparato da Giuseppe Pierantoni, il quale dopo averla colpita all’addome, con assoluta crudeltà, la lascia agonizzante per diverse ore prima di chiamare i soccorsi.

Il processo contro Giuseppe Pierantoni, tenuto presso la Corte d’Assise di Roma, si conclude con la condanna dello tesso a 11 anni e 8 mesi di prigione per omicidio volontario, dato per scontato il movente passionale senza riuscire a provare il vero movente di natura economica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *