“LEGAL-MENTE CONTRO BULLISMO E DISCRIMINAZIONE”

“LEGAL-MENTE CONTRO BULLISMO E DISCRIMINAZIONE”

legal bullismo e discriminazione

L’attività progettuale “Legal-mente contro bullismo e discriminazione” che è stata realizzata nel corso dell’anno scolastico 2017/2018 presso il Liceo Scientifico “C. Cavour” di Roma, coinvolgendo gli studenti di tutte le classi prime del suddetto Istituto.

Ci teniamo a sottolineare come questa attività progettuale sia stata resa possibile grazie al contributo economico della Regionale Lazio Assessorato Formazione, Ricerca, Scuola e Università Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione Scuola e Università, Diritto allo Studio – L.R. 24 Marzo 2016, n. 2 “Disciplina degli interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo” che ha inteso supportare questa entusiasmante esperienza volta alla prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo, educazione alla legalità e all’uso responsabile delle nuove tecnologie con conseguente sensibilizzazione sui temi del rispetto delle diversità e del genere.

L’attività progettuale “Legal-mente contro bullismo e discriminazione” ha avuto quali destinatari finali studenti, di età compresa tra i 14 e i 15 anni, ed è stata articolata in una serie di incontri anche  a carattere psicologico.

In una fase di cambiamento come quella in cui si trovano a vivere gli adolescenti e le loro famiglie è fondamentale cercare di andare oltre le apparenze e leggere la diversità come qualcosa che arricchisce. Diventa così importante essere consapevoli di non essere tutti uguali e riconoscere che grazie ad ogni personale peculiarità si può esprimere qualcosa di sé stessi, dando un contributo alla costruzione dell’identità propria e degli altri.

La condivisione e l’accettazione delle differenze è alla base di un percorso di crescita che porta ad una consapevolezza emotiva e quindi ad una conoscenza e migliore gestione dei vissuti interiori, determinanti per l’equilibrio e il benessere psicofisico. La possibilità di riflettere sugli stati d’animo propri ed altrui favorisce la capacità empatica, che permette di comprendere le emozioni dell’altro, osservandole sul piano cognitivo e soprattutto provandole, mettendosi nei panni altrui, sul piano affettivo.

Ciò sicuramente aiuta gli adolescenti a guardare oltre l’apparenza e a cogliere le differenze come uno stimolo piuttosto che come un limite.

Accogliere le differenze, soprattutto in una fase evolutiva in cui il gruppo ha un valore straordinario ed imprescindibile per la vita relazionale tra pari, è il passo fondamentale per poter combattere ogni forma di discriminazione a partire dal razzismo, dal sessismo, dall’omofobia, arrivando al bullismo e al cyberbullismo.

Quest’ultimo risulta essere un fenomeno di grande attenzione, in veloce espansione, poiché ha specificità che lo rendono poco controllabile e quindi spesso molto più pericoloso rispetto al bullismo “tradizionale”.

Il cyberbullismo, o bullismo on line, è caratterizzato da un disimpegno morale e da una mancanza di empatia che potenziano l’impatto negativo che questa azione discriminatoria comporta, sottovalutando la gravità dell’azione violenta e delle conseguenze emotive sulla vittima. Nel cyberbullismo, che avviene tramite schermi e reti invisibili, c’è poi una mancanza di feedback diretto sugli effetti delle azioni discriminatorie perpetuate a causa della mancanza di contatto diretto con la vittima; il cyberbullo  va avanti senza meccanismi di autoregolazione, che di norma dovrebbero far contenere ad un certo punto l’atto discriminatorio perché si ha la chiara percezione di violare norme non solo esterne ma soprattutto interne, legate ai propri modelli di comportamento strettamente connessi alla concezione di sé e alla preservazione del proprio equilibrio personale.

Altre due importanti  e pericolosissime specificità del cyberbullismo sono l’anonimato e l’assenza di coordinate spazio-temporali che aumentano il potere del cyberbullo e che lo fanno sentire invisibile ed invincibile, onnipresente nella vita della vittima.

Se quindi ci fosse nei vari contesti in cui cresce il bambino, già da piccolo, uno spazio dedicato all’apprendimento e all’allenamento alla cooperazione, alla tolleranza, alla diversità, alla condivisione delle emozioni e al loro riconoscimento in sé e negli altri, sarebbe d’aiuto a far emergere e potenziare nel futuro adolescente adeguate abilità sociali e comunicative. In tale scenario non ci sarebbe bisogno di arrivare a prevaricare sull’altro per essere considerato ed accolto, sarebbe sufficiente esprimersi e chiedere di voler avere un posto nella vita di chi si ha accanto.

Concludiamo con il ringraziare la Regione LazioAssessorato Formazione, Ricerca, Scuola e Università Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione Scuola e Università, Diritto allo Studio –  che tra le diverse esigenze sociali ha deciso di supportare moralmente ed economicamente la proposta progettuale “Legal-mente contro bullismo e discriminazione” dando origine a questa entusiasmante esperienza formativa ed educativa.

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