Libertà di movimento del recluso all’interno della cella
La superficie utile a scongiurare il rischio di trattamenti violativi dell’art. 3 CEDU è, quindi, soltanto quella direttamente, o comunque agevolmente, funzionale alla libertà di movimento del recluso all’interno della cella, è la superficie libera, perché non altrimenti occupata, ed agevolmente calpestabile.
Perciò, dal punto di vista dell’accertamento della compromissione della possibilità di movimento del detenuto nella cella rileva allo stesso modo lo spazio occupato dal letto singolo, così come di quello occupato dal letto a castello.
E’ vero che la superficie ove è posto il letto singolo è usufruibile in ogni caso per il riposo e l’attività sedentaria, però è anche vero che quelle citate sono funzioni diverse dal movimento, e quindi non conferenti con la possibile violazione dell’art. 3 della Convenzione.
Secondo l’orientamento espresso più volte da diverse pronunce recenti della giurisprudenza di legittimità, l’ingombro del letto singolo, pur se amovibile, deve essere scomputato dalla superficie della cella a disposizione del detenuto. Si tratta, infatti, di arredo, che, sebbene non fissato sul pavimento, non è suscettibile, per il suo ingombro o peso, di facile spostamento da un punto all’altro della cella e, pertanto, compromette il movimento del detenuto al suo interno (Sez. 1, n. 11207 del 08/02/2024, Barone, Rv. 286126-01; Sez. 1, n. 21495 del 20/12/2022, dep. 2023, Monaco, Rv. 284701-01; Sez. 1, n. 21494 del 20/12/2022, dep. 2023, Bonnici, Rv. 284700-01; cfr., da ultimo, Sez. 1, Sentenza n. 41735 del 08/10/2024, Romdhani, n.m.) In questi pronunciamenti si è evidenziato che, pur se Sez. U, n. 6551 del 24/09/2020, dep. 2021 Commisso, Rv. 280433-02, non si è pronunciata sulla computabilità della superficie occupata dal letto singolo, non fissato al suolo, nello spazio individuale minimo di tre metri quadrati per detenuto, essa, però, ha fissato, però, il principio generale, secondo cui nel calcolo dello spazio individuale minimo deve essere considerata soltanto la superficie che assicura il normale movimento nella cella.
Corte di Cassazione sez. I, sentenza n. 12849 del 2025
