La prova dell’abito da sposa è un dipinto (olio su tela, cm 120×165) realizzato nel 1902 dal pittore calabrese Gian Emanuele detto Gaele Covelli ed attualmente conservato presso la Galleria Nazionale di Cosenza.
Gian Emanuele Covelli, più conosciuto come Gaele Covelli (Crotone, 28 Maggio 1872 – Firenze, 29 Gennaio 1932), è stato un celebre pittore e ritrattista italiano, attivo fra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Si forma a Napoli, presso l’Accademia di Belle Arti, come allievo dello scultore Stanislao Lista e, successivamente, di Domenico Morelli. Nel 1897 si trasferisce a Firenze, presso lo studio del pittore Stefano Ussi. Qui si avvicina al movimento dei macchiaioli, frequentando il l caffè Michelangiolo con Giovanni Fattori. Nello stesso periodo approfondisce marginalmente anche il divisionismo, previa conoscenza di Gaetano Previati e Giovanni Segantini. Nel 1912 fino al 1915, si trasferisce a Londra dove apprende con successo l’arte del ritratto. La sua carriera artistica è ricca di diversi riconoscimenti come la nomina a professore onorario del Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, della Reale Accademia di Belle Arti di Firenze e dell’Istituto di Belle Arti di Perugia.
Tra le sue opere principali occorre citare il dipinto Patriota calabrese (databile al 1898), conservato a Crotone, in collezione privata; il dipinto “Idillio fugace” (databile al 1899), conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Bologna; la tela, raffigurante “Ritratto di signorina inglese“, (databile al 1901), conservata nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; il dipinto Una scena al mercato di Firenze (databile al 1905), conservato a Catanzaro, in collezione privata; la tela, Verso l’Ignoto, (databile al 1906), conservata nel Museo delle Arti di Catanzaro; il dipinto raffigurante Ritratto di certosino, (databile al 1917), conservato nella Pinacoteca comunale di Reggio Calabria; il dipinto Rosario dei feriti (databile al 1916), conservato a Palazzo Vecchio a Firenze.
Il dipinto La prova dell’abito da sposa raffigura una scena intima che l’artista calabrese identifica come la prova dell’abito nuziale. Nella tela sono effigiate una serie di figure femminili che assistono divertite alla misurazione dell’abito di nozze da parte di una sarta alla futura sposa.

