Morale dell’individuo maturo
Sino ad ora si è considerato come vero segno distintivo dell’azione morale l’impersonalità; ed è dimostrato che all’inizio fu la considerazione dell’utile generale quella in base alla quale si lodavano e onoravano tutte le azioni impersonali. Non dovrebbe forse essere imminente un’importante trasformazione di queste opinioni, ora che sempre meglio si comprende come proprio nella considerazione più personale possibile sia anche la massima utilità collettiva, sicché proprio l’agire strettamente personale corrisponde all’attuale concetto di moralità (come utilità generale)? Far di sé una persona completa e, in tutto quanto si fa, tener presente il massimo bene di essa: questo porta molto più in là che non i compassionevoli moti e azioni in favore degli altri. Noi tutti siamo ancora affetti da una troppo scarsa considerazione di quanto in noi è personale, esso è malamente sviluppato — confessiamocelo: il nostro spirito ne è stato distolto con la forza, e offerto in sacrificio allo Stato, alla scienza, a quanto abbisognava di aiuto, come se fosse il male che doveva venir sacrificato. Anche adesso noi vogliamo lavorare per il nostro prossimo, ma solo per quanto in questo lavoro troviamo il nostro vantaggio più alto, né più né meno. Dipende solo da quel che si intende per proprio vantaggio; sarà l’individuo immaturo, primitivo, rozzo, a intenderlo anche nella maniera più rozza.
Morale dell’individuo maturo tratto dal primo saggio filosofico del celebre saggista, filosofo e poeta tedesco Friedrich Nietzsche (Röcken, Sassonia-Anhalt, Germania 15 ottobre 1844 – Weimar, Germania, 25 agosto 1900): Umano, troppo umano. Un libro per spiriti liberi (Menschliches, Allzumenschliches. Ein Buch für freie Geister), pubblicato in lingua tedesca in due parti tra il 1878 e il 1879.
L’opera è, in sostanza, una raccolta di aforismi incentrati sulla condizione esistenziale dell’essere umano e si compone di varie parti, suddivise in una Prefazione (paragrafi 1-8); Parte prima. Delle prime e ultime cose (aforismi 1-34); Parte seconda. Per la storia dei sentimenti morali (aforismi 34-107); Parte terza. La vita religiosa (aforismi 108-144); Parte quarta. Dell’anima degli artisti e degli scrittori (aforismi 145-223); Parte quinta. Indizi di cultura superiore e inferiore (aforismi 224-292); Parte sesta. L’uomo nel rapporto con gli altri (aforismi 293-376); Parte settima. La donna e il bambino (aforismi 377-437); Parte ottava. Uno sguardo allo Stato (aforismi 438-482); Parte nona. L’uomo solo con se stesso (aforismi 483-638); Tra amici. Un epilogo (poesia); Umano, troppo umano II.
