Due per la strada. Film del 1967
Due per la strada è un film drammatico/sentimentale del 1967 che con la regia di Stanley Donen, vede la partecipazione di Audrey Hepburn e Albert Finney, ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar nel 1968 come migliore sceneggiatura originale a Frederic Raphael.
La trama narra la storia d’amore tra Joanna (alias Audrey Hepburne) e Mark (alias Albert Finney); i due dopo essersi conosciuti ed innamorati durante un viaggio per l’Europa facendo l’autostop, decidono di sposarsi. Dopo dieci anni di matrimonio, la nascita della figlia, l’ascesa lavorativa, la ricchezza, la mondanità, la noia e i tradimenti reciproci, il loro rapporto entra in una profonda crisi che conduce verso la volontà di separarsi e di divorziare.
Ma nel momento in cui viene toccato il punto più basso della rottura sentimentale, i due coniugi riscoprono il valore dei sentimenti che li ha uniti, tentando una risanazione che porta ad un happy ending a livello cinematografico.
L’idillio del matrimonio accompagnato dal concetto di famiglia “tradizionale” si frantuma dinanzi alla pesantezza della convivenza e della quotidianità.
Da un lato con l’affermazione della esigenza dell’unità familiare, in fondo, il legislatore costituente riafferma un orientamento già manifesto nel primo comma dello stesso art. 29, allorché dichiara la famiglia società naturale fondata sul matrimonio: dove la qualifica di “naturale“, se non ha un preciso contenuto giuridico, ha certamente implicito il richiamo e il riconoscimento del tradizionale concetto della famiglia, quale tuttora vive nella coscienza del popolo (cit. Corte Cost. n. 64 del1961)..
Dall’altro lato “matrimonio” e “convivenza” diventano due facce della stessa medaglia nell’ambito di una nozione allargata di famiglia, comprensiva di ogni consorzio di persone tra le quali, per intime relazioni e strette consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà, anche di “puro fatto” (così già Cass., Sez. 2, n. 00320 del 01/03/1966, Sez. 6, n. 01067 del 03/07/1990, dep. 1991; Sez. 3, n. 08953 del 03/07/1997) guardandosi alla sostanza (e non più alla forma) dei rapporti interpersonali (v. ad es. già Sez. 3, n. 01691 del 13/11/1985, dep. 1986; Sez. 6, n. 21329 del 24/01/2007; Sez. 6, n. 20647 del 29/01/2008; Sez. 6, n. 31121 del 18/03/2014).
Indubbiamente, secondo una pura valutazione morale, alla quale, a parte le leggi, è auspicabile che idealmente si ispiri la vita della famiglia, il principio della fedeltà coniugale è unico, e non soffre discriminazioni di carattere quantitativo (cit. Corte Cost. n. 64 del1961).
