Convito
I.
M’è dolce cosa nel tramonto, chino
sopra gli alari dalle braci roche,
m’è dolce cosa convitar le poche
donne che mi sorrisero in cammino.
II.
Trasumanate già, senza persone,
sorgono tutte…. E quelle più lontane,
e le compagne di speranze buone
e le piccole, ancora, e le più vane:
mime crestaie fanti cortigiane
argute come in un decamerone….
Tra le faville e il crepitio dei ceppi
sorgono tutte, pallida falange….
Amore no! Amore no! non seppi
il vero Amor per cui si ride e piange;
Amore non mi tanse e non mi tange;
invan m’offersi alle catene e ai ceppi.
O non amate che mi amaste, a Lui
invan proffersi il cuor che non s’appaga.
Amor non mi piagò di quella piaga
che mi parve dolcissima in altrui….
A quale gelo condannato fui?
Non varrà succo d’erbe o l’arte maga?
III.
– Un maleficio fu dalla tua culla,
nè varrà l’arte maga, o sognatore!
Fino alla tomba il tuo gelido cuore
porterai con la tua sete fanciulla,
fanciullo triste che sapesti nulla,
chè ben sa nulla chi non sa l’Amore.
Una ti bacierà con la sua bocca,
forzando il chiuso cuore che resiste;
e quell’una verrà, fratello triste,
forse l’uscio picchiò con la sua nocca,
forse alle spalle già ti sta, ti tocca;
già ti cinge di sue chiome non viste….
Si dilegua con occhi di sorella
indi ciascuna. E si riprende il cuore.
«Fratello triste, cui mentì l’Amore,
che non ti menta l’altra cosa bella!»
Guido Gozzano (Torino, 19 dicembre 1883 – Torino, 9 agosto 1916) è stato un celebre poeta e scrittore italiano del XX secolo, annoverato tra i principali protagonisti del cosiddetto crepuscolarismo. La poetica crepuscolare di Guido Gozzano, espressa per lo più attraverso la prosa, si contraddistingue per un audace sentimento tra malinconia ed inquietudine. Il mondo da lui descritto è quello provinciale, piccolo-borghese, rappresentato tra uno stile romantico e una sagace ironia che induce alla critica. Famosa è la sua vicinanza, non solo poetica e letteraria, alla famosa scrittrice e poetessa Amalia Guglielminetti, con la quale ha una intensa quanto tormentata relazione amorosa.
Le sue raccolte poetiche più importanti sono La via del rifugio (1907) e I colloqui (1911) che contiene una delle sue poesie più note “La signorina Felicità”.
I Colloqui contiene ventiquattro componimenti poetici ed è suddivisa in tre parti: Il giovenile errore, Alle soglie, Il reduce.
Il giovenile errore
I colloqui
L’ultima infedeltà
Le due strade
Elogio degli amori ancillari
Il gioco del silenzio
Il buon compagno
Invernale
L’assenza
Convito
Alle soglie
Alle soglie
Il più atto
Salvezza
Paolo e Virginia. I figli dell’infortunio
La signorina Felicita ovvero la Felicità
L’amica di nonna Speranza
Cocotte
Il reduce
Totò Merùmeni
Una risorta
Un’altra risorta
L’onesto rifiuto
Torino
In casa del sopravvissuto
Pioggia d’agosto
I colloqui
