Edward Hopper: il pittore che sapeva “dipingere il silenzio”

Edward Hopper, artista statunitense nasce a Nyack, piccola cittadina sul fiume Hudson. E’ interessato sin dagli inizi, alla composizione figurativa urbana e architettonica in cui spesso è inserito un unico personaggio di cui si legge la solitudine e il distacco psicologico, come se vivesse in una dimensione isolata. Inoltre la sua genialità gli ha permesso di creare un suo modo di utilizzare i colori ma soprattutto la luce, originale e riconoscibile.

edward hopperL’uso che Edward Hopper fa della luce è così diverso e unico che non succedeva dai tempi di Caravaggio.

Contestualizzare è molto importante; l’originalità di Edward Hopper è palese e facilmente verificabile se si pensa al clima culturale europeo dell’epoca, si perché un artista, ai primi del Novecento aveva una scelta che andava dal Cubismo al Futurismo, dal Fauvismo all’Astrattismo; mentre Edward Hopper sceglie di guardare alcuni grandi del passato come Manet o Pissarro, Sisley o Courbet ma soprattutto Degas, con un occhio tutto metropolitano, facendo emergere la contraddizioni della vita urbana.

Edward Hopper rende tutto con una pittura ordinata, dal tratto nitido e lineare.

edward hopperLa definizione che è stata data di Edward Hopper è il pittore che sapeva “dipingere il silenzio”; come accennavo prima, le sue composizioni sono strade di città, interni di case, di uffici, di teatri e di locali; architetture solitarie nei paesaggi.

Le immagini si presentano con colori brillanti ma non sono vivaci anzi, si muovono in uno spazio metafisico, comunicando a chi le osserva un forte senso di inquietudine.

Edward Hopper riporta le geometrie reali presenti in natura, le esalta con un gioco di luci fredde magistrale. Le scene sono spesso deserte, le figure umane, se ci sono, vengono rappresentate sole, altrimenti quando ve ne sono più di una, sembrano rivolte altrove, a qualcosa che lo spettatore non vede e raramente interagiscono.

edward hopperLe figure femminili sono molto importanti nella pittura di Edward Hopper, si presentano con un grande carico simbolico, spesso rappresentate con lo sguardo immerso nel vuoto o nella lettura; sovente seminude, illuminate dai raggi solari, in attesa, impenetrabili, sole.

A Roma, Complesso del Vittoriano, fino al 12/02/2017, è possibile ammirare 60 opere di Edward Hopper, colui che fissa l’attimo.

Charles Burchfield scriveva su Edward Hopper nel 1950: “C’è ad esempio, l’elemento del silenzio, che sembra pervadere tutti i suoi lavori importanti, qualunque sia la loro tecnica. Questo silenzio o, come è stato detto efficacemente, questa dimensione di ascolto, è evidente nei quadri in cui compare l’uomo, ma anche in quelli in cui ci sono solo architetture (…)”

3 thoughts on “Edward Hopper: il pittore che sapeva “dipingere il silenzio”

  1. Sergio Petracca ha detto:

    Parlare anche della pittura del novecento è importate,Hopper è un artista a me molto caro, grazie per le vostre informazioni, brevi ma molto chiare e significative; in attesa di nuove letture ,andrò a vedere al mostra di Hopper e invito molti a farlo.

    1. Dott.ssa Silvia Bizzarri ha detto:

      La ringrazio per il suo gentile intervento. A presto

  2. Adriana ha detto:

    Ho già visto Hopper al Vittoriano, mi è piaciuta molto la mostra. Articolo interessante, mi ha aiutato a capirlo meglio.

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