Nudo di schiena. Opera di Francesco Trombadori

Nudo di schiena

Nudo di schiena. Opera di Francesco Trombadori

Nudo di schiena è un dipinto (olio su tela, cm 50×60) realizzato nel 1938 circa dal pittore siciliano Francesco Trombadori, ed attualmente conservato presso il Casino Nobile nei Musei di Villa Torlonia a Roma.

Francesco Trombadori (Siracusa, 7 Aprile 1886 – Roma, 24 Agosto 1961) è stato un celebre pittore italiano, di origine siciliana. Il vero nome era Francesco Trombatore, cambiato in Trombadori nel 1913. Intorno al 1907 si trasferisce a Roma dove frequenta l’Accademia di Belle Arti di Via di Ripetta, oltra alla scuola di nudo, e dove, qualche anno più tardi, nel 1919, si stabilisce a Villa Strohl-Fern, creando il suo studio personale. Sempre nella città eterna frequenta assiduamente il Caffè Aragno, salotto di letterati e pittori, dove stringe amicizia con Giorgio de Chirico, Riccardo Francalancia, Carlo Socrate e Antonio Donghi. La pittura di Francesco Trombadori si colloca tra il divisionismo iniziale (con richiami alla pittura di Enrico Lionne), il realismo e il purismo. Successivamente la sua arte viaggia verso tendenze neoclassiche, tra tradizione ed avanguardia.

Tra le sue opere più importanti occorre citare il dipinto raffigurante Nudo neoclassico, anche noto come Donna nuda, (databile al 1925 circa), conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma; Fanciulla nuda che legge (databile al 1929), conservato in Collezione privata, Foligno; la Natura morta con asparagi (databile al 1928), conservato nella Galleria d’Arte moderna di Roma; il dipinto raffigurante Fanciulla nuda (databile al 1934), conservato nella Civica Galleria d’Arte Moderna Empedocle Restivo, Palermo; il Ritratto di Elena Micucci (databile al 1942), conservato nei Musei di Villa Torlonia a Roma.

Francesco Trombadori muore a Roma nel 1961, nel proprio studio a Villa Strohl Fern, nel parco di Villa Borghese. La sua tomba si trova nel cimitero del Verano a Roma.

Il dipinto Nudo di schiena raffigura una donna nuda distesa di schiena su un letto dalle lenzuola bianche. Il capo è voltato verso sinistra con profilo appena accennato e la sua identità viene celata, forse perchè non è l’aspetto più importante dell’opera, mentre vengono esaltati gli aspetti anatomici del corpo nudo che conferiscono una sinuosità erotica alla composizione.

Le forme della schiena appare l’aspetto centrale dell’opera e sono modulate da schemi cromatici chiari utilizzati per l’incarnato e dai riflessi della luce che vi si rifrange.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *