“Parole che restano: arte, identità e parità”
Iniziativa di natura
socioculturale nel Municipio Roma III Montesacro.
Con il progetto suindicato Parole che Restano: Arte, Identità e Parità si intende realizzare azioni destinate alla collettività, in particolare persone diversamente abili ai fini dell’inclusione sociale, in relazione alla tematica, in via preventiva e culturale della violenza di genere.
Combattere la violenza di genere significa intervenire non soltanto quando la violenza è già presente, ma anche sulla cultura che può favorire stereotipi, discriminazioni e rapporti basati sul controllo.
Ci teniamo a sottolineare come questa attività progettuale si è resa possibile grazie al contributo morale ed economico del Municipio Roma III Montesacro che ha inteso supportare queste iniziative di natura culturale di interesse e di partecipazione collettiva.
Il progetto Parole che Restano: Arte, Identità e Parità vuole affrontare questo tema attraverso il linguaggio dell’arte, mostrando come immagini, parole, e testimonianze possano contribuire a riflettere sull’identità, sul rispetto e sulla parità tra le persone. L’attività progettuale si articola in tre eventi partecipativi, presso la sala consiliare del Municipio Roma III Montesacro.
In tali eventi si vuole sensibilizzare sul tema della violenza di genere e promuovere il rispetto dell’identità e della libertà individuale. Una profonda riflessione sull’importanza delle parole e del linguaggio, che andranno a costituire un’opera d’arte concettuale.
“La violenza lascia segni. Anche le parole lasciano segni.
Scegliamo quelle che costruiscono rispetto.”
In tal senso l’arte viene utilizzata come strumento di espressione e sensibilizzazione, allo scopo di favorire una cultura basata sulla parità e sul consenso.
Nel corso della storia, molti artisti hanno utilizzato le proprie opere per raccontare la condizione delle donne, le discriminazioni e le disuguaglianze sociali. Un’opera d’arte può rendere visibile ciò che spesso rimane nascosto: paura, solitudine, perdita di libertà, ma anche forza, autodeterminazione e rinascita.
In questo progetto l’arte non viene considerata soltanto come rappresentazione della violenza, ma soprattutto come possibilità di dare voce a chi non viene ascoltato e di costruire una diversa idea di relazione.
Le parole che restano
Le parole possono ferire, ma possono anche aiutare a cambiare la realtà.
Frasi come “sei mia”, “non puoi vestirti così” o “senza di me non sei nessuno” possono essere espressione di controllo e possesso quando inserite in una relazione violenta. Al contrario, parole come rispetto, libertà, consenso, ascolto, uguaglianza e autodeterminazione contribuiscono a costruire relazioni sane.
Il titolo del progetto richiama proprio questo concetto: alcune parole rimangono nella memoria e possono condizionare il modo in cui una persona vede se stessa. Per questo è importante scegliere parole che non limitino, ma che riconoscano dignità e libertà.
Identità e parità
Essere se stessi significa poter esprimere liberamente la propria personalità, le proprie emozioni e le proprie scelte senza subire discriminazioni o violenze.
La parità non significa che tutte le persone debbano essere uguali, ma che abbiano gli stessi diritti, la stessa dignità e le stesse possibilità, indipendentemente dal genere.
Ringraziando anticipatamente il Municipio Roma III Montesacro per la fiducia accordata, invitiamo tutti i cittadini a partecipare all’iniziativa gratuita del 25 settembre 2026 (ore 15,30 – 19,00) presso la Sala Consiliare sita in Piazza Sempione 15 (Roma) e a condividere altresì un momento di confronto al fine di promuovere relazioni fondate su rispetto, libertà e parità.

Ben vengano queste iniziative, purtroppo non se ne parla mai abbastanza.
Noto, ultimamente nella nostra società una involuzione: delitti, sorprusi, violenze, prevaricazioni , soprattutto a danno delle donne sono all’ordine del giorno.
È necessaria, quindi una “rivoluzione” culturale che possa svegliare le coscienze e cambiare le mentalità disorte.
La ringraziamo per l’intervento
Complimenti ad Aletes Onlus e al Municipio Roma III per questo progetto. La violenza di genere si combatte prima di tutto con la cultura, l’educazione al rispetto e l’inclusione. L’arte concettuale come spazio di ascolto e partecipazione è un’idea straordinaria. Il progetto “Parole che restano: arte, identità e parità” promosso da Aletes Onlus è il perfetto esempio di come si possa collaborare per generare valore sul territorio. Affrontare la prevenzione della violenza di genere partendo dal linguaggio e dagli stereotipi è la chiave per un cambiamento reale. Un plauso all’iniziativa per aver incluso attivamente le persone diversamente abili, dimostrando che l’arte e i diritti non conoscono barriere. Un appuntamento imperdibile per tutta la cittadinanza.
La ringraziamo per l’intervento
Trovo questa iniziativa piena di significato. Parlare di inclusione e violenza di genere attraverso l’arte e la scrittura è un modo per permettere a chiunque di esprimere ciò che sente nel profondo. Rimango sempre piacevolmente sorpresa da come Aletes riesca a cogliere e sostenere queste iniziative di rilievo offrendo a tutti la possibilità di partecipare.
La ringraziamo per l’intervento
Bellissima iniziativa sociale. Penso che in queste tematiche , l’obiettivo principale sia quello di scuotere l’indifferenza , anche sotto il profilo linguistico , per dimostrare che il modo in cui ci esprimiamo nella quotidianità, può influenzare direttamente la nostra percezione dei ruoli sociali e dei diritti
La ringraziamo per l’intervento
Una iniziativa che vuole sensibilizzare le persone sul modo in cui comunichiamo. La comunicazione e il linguaggio sono fondamentali per la nostra crescita culturale e evoluzione personale e sociale
La ringraziamo per l’intervento
Salve Dott.ssa Carnevale, le faccio i miei complimenti, tutti i comuni e le scuole D’Italia dovrebbero parlare di questi argomenti perché attualmente sono molto importanti visto il periodo che viviamo in Italia, bravissima avanti tutta, la ringrazio per quello che fa’; Cordiali saluti.
La ringraziamo per l’intervento
Una bellissima iniziativa che lascia il segno. Grazie
La ringraziamo per l’intervento