Pax et Iustitia osculatae sunt. Opera di Ciro Ferri

Pax et Iustitia osculatae sunt

Pax et Iustitia osculatae sunt. Opera di Ciro Ferri

Pax et Iustitia osculatae sunt è un dipinto (olio su tela, cm 61×74) realizzato intorno al 1662 dal pittore romano Ciro Ferri ed attualmente conservato presso il Museo di Palazzo Chigi di Ariccia (Roma).

Ciro Ferri (Roma, 3 Settembre 1634 – Roma, 13 Settembre 1689) è stato un rinomato pittore italiano, annoverato tra i principali esponenti del barocco seicentesco.

Allievo del pittore Pietro Berrettini noto come Pietro da Cortona, Ciro Ferri è molto attivo nel Lazio, nelle Marche e in Toscana; in particolare sotto la guida del maestro Pietro da Cortona realizza gli affreschi del Palazzo del Quirinale a Roma (1656-1659) e successivamente le decorazioni di Palazzo Pitti a Firenze (1659-1665). Tra le sue principali opere occorre citare il dipinto raffigurante la Crocifissione (databile 1680 circa) conservata sull’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte a Roma, il dipinto raffigurante l’Annunciazione (databile tra il 1683 e il 1689) conservata nella Cappella dell’Annunciazione presso la Chiesa di Santa Maria dell’Assunta a Valmontone; l’affresco della cupola (1670- 1689) raffigurante Sant’Agnese introdotta alla Gloria del Paradiso nella Chiesa di Sant’ Agnese a Piazza Navona; gli affreschi, in particolare il “Ratto di Proserpina” o Allegoria dell’inverno, nella Villa Falconieri a Frascati; completa gli affreschi iniziati da Pietro da Cortona (1674-1677) nella cupola della Cappella Gavotti nella Chiesa di San Nicola da Tolentino a Roma.

Il dipinto Pax et Iustitia osculatae sunt raffigura due giovani donne, che rappresentano una allegoria della Pace e della Giustizia, mentre sono nell’atto di baciarsi. La prima sulla destra tiene in mano un’ascia avvolta da un fascio di bastoni di legno legati con strisce di cuoio e simboleggia la Giustizia, mentre la seconda sulla sinistra tiene in mano un ramoscello di ulivo e simboleggia la Pace. L’intera scena è ambientata all’interno di paesaggio naturale, nel quale le due figure femminili sono pienamente integrate.

Il pittore romano raffigura sulla tela un passo tratto dal testo biblico dei Salmi (85,11): Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo.

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