Elizabeth Eckford: la segregazione razziale

elizabeth eckfordElizabeth Eckford è stata la prima ragazza di colore, che nel 1957 all’età di quindici anni, è stata ammessa al Little Rock Central High School, quale scuola pubblica della città di Little Rock, capitale dello stato americano di Arkansas.

Elizabeth Eckford faceva parte di un gruppo composto da nove studenti afro americani denominato “Little Rock Nine”, tutti ammessi alla scuola pubblica per motivi di merito, frequentata fino a quel momento soltanto da studenti bianchi.

La svolta si ebbe qualche anno prima, con la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti D’ America, Brown contro Board of Education intervenuta nel 1954, con la quale si è affermato che le disposizioni statali che stabilivano una diversa educazione scolastica suddivisa tra scuole per gli studenti bianchi e scuole per gli studenti di colore era da considerarsi incostituzionale.

Era l’inizio della fine della segregazione razziale basata sulla differenza delle razze, in quanto ulteriori mutamenti si sarebbero verificati solo molti anni più tardi. La separazione in base alla razza e al colore della pelle aveva portato a diverse tensioni a livello sociale, nonchè a livello economico e politico.

Gli studenti afro americani del “Little Rock Nine” vennero infatti scortati dalla guardia nazionale durante gli ingressi nella scuola pubblica per tutto l’anno scolastico

Certamente la presa di posizione della Corte Suprema degli Stati Uniti D’ America ha consentito lo sviluppo dei movimenti per i diritti civili, prediligendo le forme della non violenza.

Il fatto di iniziare il processo di integrazione partendo proprio dall’educazione scolastica e, quindi, dalla scuola pubblica ha contribuito a gettare le basi per un ulteriore processo di sviluppo e formazione sociale della popolazione futura.

La foto di Elizabeth Eckford che tenta di entrare nel liceo Little Rock Central High School il 4 Settembre del 1957, inseguita da un gruppo di studenti bianchi che le urlano e le inveiscono contro è stata scattata dal Will Conti e scelta per il Premio Pulitzer del 1958.

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