Rimembranze: tra arte e letteratura italiana

La tematica delle Rimembranze ricorre sovente nei versi lirici dei poeti e scrittori della letteratura italiana.

Prorompente è nei versi di Giacomo Leopardi, definito uno tra i più grandi interpreti della poesia  del “sentimento” della letteratura classica italiana.

In particolare le rimembranze della giovinezza, i sogni e le illusioni dell’età giovanile si scontra nelle opere leopardiane con l’età adulta e matura con consapevole disillusione di sogni e di speranze.

Tali concetti vengono manifestati con una forza intangibile in una delle sue opere più sublimi: il canto “A Silvia”.

L’opera si apre al primo verso proprio con il richiamo alle rimembranze, tanto caro al Leopardi. Sembra che la figura di Silvia sia da identificare in Teresa Fattorini, la giovane figlia del cocchiere di casa Leopardi.

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi? 

Si tratta di un canto all’ adolescenza, inteso quale periodo più bello della vita di qualsiasi individuo, alimentato da sogni innocenti, spensieratezza e forti speranze per l’ avvenire.

Ulteriore richiamo alle rimembranze, ma in una versione più pessimistica, si rinviene nei versi del canto “Le Ricordanze”.

O speranze, speranze; ameni inganni
Della mia prima età! sempre, parlando,
Ritorno a voi; che per andar di tempo,
Per variar d’affetti e di pensieri,
Obbliarvi non so. Fantasmi, intendo,
Son la gloria e l’onor; diletti e beni
Mero desio; non ha la vita un frutto,
Inutile miseria. E sebben vóti
Son gli anni miei, sebben deserto, oscuro
Il mio stato mortal, poco mi toglie
La fortuna, ben veggo. Ahi, ma qualvolta
A voi ripenso, o mie speranze antiche,
Ed a quel caro immaginar mio primo;
Indi riguardo il viver mio sì vile
E sì dolente, e che la morte è quello
Che di cotanta speme oggi m’avanza;
Sento serrarmi il cor, sento ch’al tutto
Consolarmi non so del mio destino.
E quando pur questa invocata morte
Sarammi allato, e sarà giunto il fine
Della sventura mia; quando la terra
Mi fia straniera valle, e dal mio sguardo
Fuggirà l’avvenir; di voi per certo
Risovverrammi; e quell’imago ancora
Sospirar mi farà, farammi acerbo
L’esser vissuto indarno, e la dolcezza
Del dì fatal tempererà d’affanno.

 

E dallo studio delle letterature classiche di Giacomo Leopardi si propone una opera che trae la sua origine dalle rimembranze e dai ricordi della giovinezza.

rimembranzeSi tratta della realizzazione di una visione di luoghi ove da ragazzo mi recavo durante le vacanze estive.

Quelle campiture di grano appena tagliato e quelle colorazioni rossastre e lilla di primaticci tramonti rimasero impresse nei miei sguardi per innumerevoli anni e quando per caso pochi anni fa ho ritrovato in mezzo alle pagine di un libro il bozzetto realizzato all’epoca, ho rivissuto immediatamente quelle stesse sensazioni ed una forza emotiva dentro me mi ha fatto realizzare immediatamente l’opera rispecchiando quelle speciali colorazioni vissute.

2 thoughts on “Rimembranze: tra arte e letteratura italiana

  1. Gina Carnevale ha detto:

    Giacomo Leopardi, poeta ed aggiungerei, filosofo romantico (il mio preferito).
    Vi ringrazio dell’articolo, l’ ho letto con interesse, per il contenuto puntuale e accattivante.
    W Leopardi e W Aletes.

    1. M^ Mario Salvo ha detto:

      La ringrazio del suo apprezzamento, sempre molto preciso ed entusiasmante.
      E’ un piacere.

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