Ratto a fine di libidine di donna coniugata

Ratto a fine di libidine Lesione del particolari impressionanti o raccapriccianti convivenza more uxorio Evoluzione dei legami familiari Impresa familiare Stampati Istigazione al suicidio Figli incestuosi La tutela del minore Sottrazione e trattenimento di minore all'estero Principio nemo tenetur se detegere Il sistema della protezione dello straniero in Italia transessuale il fenomeno del transessualismo Rapporti significativi tra il minore e Rettificazione di attribuzione di sesso Principio di colpevolezza Ignoranza dell'età della persona offesa infondatezza della notizia di reato La colpevolezza Furti minori procedura penale minorile Fase delle indagini preliminari Principio di presunzione di innocenza Domini Principio di determinatezza edifici in stato di abbandono Invasione La moglie adultera Offesa Pene per la diffamazione Conoscenza Diffusione del proprio Surrogazione di Deroghe al bilanciamento delle circostanze Il reato di plagio Verbale di conciliazione giudiziale Diversa qualificazione del fatto OPG Sanzione accessoria della revoca della patente del custode Pignorabilità dei redditi da lavoro Avviso orale rafforzato Gravita della diffamazione Reddito di inclusione Abuso di ufficio Cognome del figlio Modifica dell’originaria imputazione Messa alla prova nell’ipotesi in cui si proceda per reati connessi Responsabilità civile dei magistrati Risarcimento del danno Tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale Esercizio del commercio in aree di valore culturale Codice dei beni culturali Limiti al diritto di manifestare liberamente La libertà di manifestazione del pensiero La tutela dei beni culturali Prostituzione volontaria Immobili ed aree di notevole interesse pubblico Reddito di cittadinanza Diffamazione a mezzo stampa giudizio abbreviato e immediato Controversie e provvedimenti in caso di inadempienze o violazioni Libertà e la segretezza della corrispondenza violenza sessuale di gruppoRatto a fine di libidine di donna coniugata. Che cosa era?

Il ratto a fine di libidine di donna coniugata ex art.523 cod. pen. oggi abrogato dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66 era una fattispecie inserita nel capo concernente i delitti contro la libertà sessuale.

Chiunque, con violenza, minaccia o inganno, sottrae o ritiene, per fine di libidine un minore ovvero una donna maggiore di età, è punito con la reclusione da tre a cinque anni. La pena è aumentata se il fatto è commesso a danno di persona che non ha ancora compiuto gli anni diciotto ovvero di una donna coniugata.

La fattispecie penale non è più prevista dalla legge, in quanto abrogata ormai da diverso tempo. In una interpretazione più ampia si è dibattuto se il reato in questione, e in particolare l’aggravante di cui al secondo comma dell’art. 523 cod. pen. potrebbe ricollegarsi alla potestas maritalis, in quanto proteggerebbe il dovere di fedeltà nei confronti del marito.

Ma  anche a fare riferimento ad una plurioffensività impropria, che spesso ricorre nel codice, è semmai all’istituto della famiglia nel suo complesso che può essere data considerazione, non certo a un “dovere di fedeltà nei confronti del marito“. Il concetto di “infedeltà“, infatti, nell’ambito matrimoniale, postula una volontaria violazione dei doveri assunti dai coniugi all’atto del matrimonio e non è certo riferibile ad ipotesi di costrizione della volontà.

Non può essere dubbio infatti che il ratto a fine di libidine di donna coniugata, nell’ambito di quella plurioffensività impropria di cui sopra si diceva, attenta anche, sotto altro profilo, alla famiglia e alla sua unità, oltre alla libertà sessuale della donna rapita. Tant’è vero che una particolare attenuante è dalla legge concessa per il colpevole che, prima della condanna, e senza aver commesso alcun atto di libidine in danno della persona rapita, la restituisce spontaneamente in libertà, “riconducendola alla casa donde la tolse o a quella della famiglia di lei, o collocandola in un altro luogo sicuro, a disposizione della famiglia stessa” (art. 525 cod.pen.). Dove è evidente come la norma concerna pure l’interesse proprio della famiglia.

CORTE COSTITUZIONALE sentenza n. 523/1987

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