Punta del mesco
Nel cielo della cava rigato
all’alba dal volo dritto delle pernici
il fumo delle mine s’inteneriva,
saliva lento le pendici a piombo.
Dal rostro del palabotto si capovolsero
le ondine trombettiere silenziose
e affondarono rapide tra le spume
che il tuo passo sfiorava.
Vedo il sentiero che percorsi un giorno
come un cane inquieto; lambe il fiotto,
s’inerpica tra i massi e rado strame
a tratti lo scancella. E tutto è uguale.
Nella ghiaia bagnata s’arrovella
un’eco degli scrosci. Umido brilla
il sole sulle membra affaticate
dei curvi spaccapietre che martellano.
Polene che risalgono e mi portano
qualche cosa di te. Un tràpano incide
il cuore sulla roccia – schianta attorno
più forte un rombo. Brancolo nel fumo,
ma rivedo: ritornano i tuoi rari
gesti e il viso che aggiorna al davanzale, –
mi torna la tua infanzia dilaniata
dagli spari!
Eugenio Montale (Genova, 12 Ottobre 1896 – Milano, 12 Settembre 1981) è stato un celebre e rinomato scrittore, filosofo, critico letterario e musicale, annoverato tra le personalità letteraria italiane più importanti del XX secolo.
Tra le sue opere più importanti occorre citare le raccolte poetiche “Ossi di seppia” pubblicata nel 1925, “Le occasioni” pubblicata nel 1939, “Xenia” pubblicata nel 1966, “Satura” pubblicata nel 1971, “Il Diario del ’71 e del ’72” pubblicato nel 1973.
Le occasioni comprende cinquanta poesie, cui se ne aggiunsero altre quattro nella seconda edizione del 1940, divise in quattro sezioni, numerate progressivamente I, II Mottetti, III, IV, oltre ad una poesia introduttiva, Il balcone.
La dedica iniziale “a I.B.” è riferita a Irma Brandeis, suo grande amore e musa ispiratrice, che compare nell’opera con il soprannome di Clizia.
In particolare fanno parte le seguenti liriche:
I
Vecchi versi
Buffalo
Keepsake
Lindau
Bagni di Lucca
Cave d’autunno
Altro effetto di luna
Verso Vienna
Carnevale di Gerti
Verso Capua
A Liuba che parte
Bibe a Ponte all’Asse
Dora Markus
I. Fu dove il ponte di legno
II. Ormai nella tua Carinzia
Alla maniera di Filippo De Pisis nell’inviargli questo libro
Nel Parco di Caserta
Accelerato
II. Mottetti
Lo sai: debbo riperderti e non posso
Molti anni, e uno più duro sopra il lago
Brina sui vetri; uniti
Lontano, ero con te quando tuo padre
Addii, fischi nel buio, cenni, tosse
La speranza di pure rivederti
Il saliscendi bianco e nero dei…
Ecco il segno; s’innerva
Il ramarro, se scocca
Perché tardi? Nel pino lo scoiattolo
L’anima che dispensa
Ti libero la fronte dai ghiaccioli
La gondola che scivola in un forte
Infuria sale o grandine? Fa strage
Al primo chiaro, quando
Il fiore che ripete
La rana, prima a ritentar la corda
Non recidere, forbice, quel volto
La canna che dispiuma
…ma così sia. Un suono di cornetta
III. I Tempi di Bellosguardo
Oh come là nella corusca
Derelitte sul poggio
Il rumore degli émbrici distrutti…
IV
La casa dei doganieri
Bassa marea
Stanze
Sotto la pioggia
Punta del mesco
Costa San Giorgio
L’estate
Eastbourne
Corrispondenze
Barche sulla Marna
Elegia di Pico Farnese
Nuove stanze
Il ritorno
Palio
Notizie dall’Amiata
I. Il fuoco d’artifizio del maltempo…
II. E tu seguissi le fragili architetture…
III. Questa rissa cristiana che non ha…
