Derelitte sul poggio

Derelitte sul poggio Il ramarro, se scocca Il saliscendi V Dimenticare L'onesto rifiuto Salvezza L'ultima infedeltà Lettere intime Le favole Un pauroso Songs for the People L’abisso Multiforme L’etèraDerelitte sul poggio

Derelitte sul poggio
fronde della magnolia
verdibrune se il vento
porta dai frigidari
dei pianterreni un travolto
concitamento d’accordi

ed ogni foglia che oscilla
o rilampeggia nel folto
in ogni fibra s’imbeve
di quel saluto, e più ancora
derelitte le fronde
dei vivi che si smarriscono

nel prisma del minuto,
le membra di febbre votate
al moto che si ripete
in circolo breve: sudore
che pulsa, sudore di morte,
atti minuti specchiati,
sempre gli stessi, rifranti
echi del batter che in alto
sfaccetta il sole e la pioggia,

fugace altalena tra vita
che passa e vita che sta,
quassù non c’è scampo: si muore
sapendo o si sceglie la vita
che muta ed ignora: altra morte.
E scende la cuna tra logge
ed erme: l’accordo commuove
le lapidi che hanno veduto
le immagini grandi, l’onore,

l’amore inflessibile, il giuoco,
la fedeltà che non muta.
E il gesto rimane: misura
il vuoto, ne sonda il confine:
il gesto ignoto che esprime
se stesso e non altro: passione
di sempre in un sangue e un cervello
irripetuti; e fors’entra

nel chiuso e lo forza con l’esile
sua punta di grimaldello.

Eugenio Montale (Genova, 12 Ottobre 1896 – Milano, 12 Settembre 1981) è stato un celebre e rinomato scrittore, filosofo, critico letterario e musicale, annoverato tra le personalità letteraria italiane più importanti del XX secolo.

Tra le sue opere più importanti occorre citare le raccolte poetiche “Ossi di seppia” pubblicata nel 1925, “Le occasioni” pubblicata nel 1939, “Xenia” pubblicata nel 1966, “Satura” pubblicata nel 1971, “Il Diario del ’71 e del ’72” pubblicato nel 1973.

Le occasioni comprende cinquanta poesie, cui se ne aggiunsero altre quattro nella seconda edizione del 1940, divise in quattro sezioni, numerate progressivamente I, II Mottetti, III, IV, oltre ad una poesia introduttiva, Il balcone.

La dedica iniziale “a I.B.” è riferita a Irma Brandeis, suo grande amore e musa ispiratrice, che compare nell’opera con il soprannome di Clizia.

In particolare fanno parte le seguenti liriche:

Il balcone

I

Vecchi versi
Buffalo
Keepsake
Lindau
Bagni di Lucca
Cave d’autunno
Altro effetto di luna
Verso Vienna
Carnevale di Gerti
Verso Capua
A Liuba che parte
Bibe a Ponte all’Asse
Dora Markus
I. Fu dove il ponte di legno
II. Ormai nella tua Carinzia
Alla maniera di Filippo De Pisis nell’inviargli questo libro
Nel Parco di Caserta
Accelerato

II. Mottetti

Lo sai: debbo riperderti e non posso
Molti anni, e uno più duro sopra il lago
Brina sui vetri; uniti

Lontano, ero con te quando tuo padre
Addii, fischi nel buio, cenni, tosse
La speranza di pure rivederti
Il saliscendi bianco e nero dei…
Ecco il segno; s’innerva
Il ramarro, se scocca
Perché tardi? Nel pino lo scoiattolo
L’anima che dispensa
Ti libero la fronte dai ghiaccioli
La gondola che scivola in un forte
Infuria sale o grandine? Fa strage
Al primo chiaro, quando
Il fiore che ripete
La rana, prima a ritentar la corda
Non recidere, forbice, quel volto
La canna che dispiuma
…ma così sia. Un suono di cornetta

III. I Tempi di Bellosguardo

Oh come là nella corusca
Derelitte sul poggio
Il rumore degli émbrici distrutti…

IV

La casa dei doganieri
Bassa marea
Stanze
Sotto la pioggia

Punta del mesco
Costa San Giorgio
L’estate
Eastbourne
Corrispondenze
Barche sulla Marna
Elegia di Pico Farnese
Nuove stanze
Il ritorno
Palio
Notizie dall’Amiata
I. Il fuoco d’artifizio del maltempo…
II. E tu seguissi le fragili architetture…
III. Questa rissa cristiana che non ha…

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