Costa San Giorgio

Costa San Giorgio Molti anni Il desiderio In monastero Cave d’autunno Incertezze Lacrime di resina Piove Una stagione Legna verdeCosta San Giorgio

Un fuoco fatuo impolvera la strada.
Il gasista si cala giù e pedala
rapido con la scala su la spalla.

Risponde un’altra luce e l’ombra attorno
sfarfalla, poi ricade.
Lo so, non s’apre il cerchio
e tutto scende o rapido s’inerpica
tra gli archi. I lunghi mesi
son fuggiti così: ci resta un gelo

fosforico d’insetto nei cunicoli
e un velo scialbo sulla luna.
Un dì
brillava sui cammini del prodigio
El Dorado, e fu lutto fra i tuoi padri.

Ora l’Idolo è qui, sbarrato. Tende
le sue braccia fra i càrpini: l’oscuro
ne scancella lo sguardo. Senza voce,
disfatto dall’arsura, quasi esanime,
l’Idolo è in croce.
La sua presenza si diffonde grave.
Nulla ritorna, tutto non veduto
si riforma nel magico falò.
Non c’è respiro; nulla vale: più
non distacca per noi dall’architrave
della stalla il suo lume, Maritornes.

Tutto è uguale; non ridere: lo so,
lo stridere degli anni fin dal primo,
lamentoso, sui cardini, il mattino

un limbo sulla stupida discesa –
e in fondo il torchio del nemico muto
che preme…
Se una pendola rintocca
dal chiuso porta il tonfo del fantoccio
ch’è abbattuto.

Eugenio Montale (Genova, 12 Ottobre 1896 – Milano, 12 Settembre 1981) è stato un celebre e rinomato scrittore, filosofo, critico letterario e musicale, annoverato tra le personalità letteraria italiane più importanti del XX secolo.

Tra le sue opere più importanti occorre citare le raccolte poetiche “Ossi di seppia” pubblicata nel 1925, “Le occasioni” pubblicata nel 1939, “Xenia” pubblicata nel 1966, “Satura” pubblicata nel 1971, “Il Diario del ’71 e del ’72” pubblicato nel 1973.

Le occasioni comprende cinquanta poesie, cui se ne aggiunsero altre quattro nella seconda edizione del 1940, divise in quattro sezioni, numerate progressivamente I, II Mottetti, III, IV, oltre ad una poesia introduttiva, Il balcone.

La dedica iniziale “a I.B.” è riferita a Irma Brandeis, suo grande amore e musa ispiratrice, che compare nell’opera con il soprannome di Clizia.

In particolare fanno parte le seguenti liriche:

Il balcone

I

Vecchi versi
Buffalo
Keepsake
Lindau
Bagni di Lucca
Cave d’autunno
Altro effetto di luna
Verso Vienna
Carnevale di Gerti
Verso Capua
A Liuba che parte
Bibe a Ponte all’Asse
Dora Markus
I. Fu dove il ponte di legno
II. Ormai nella tua Carinzia
Alla maniera di Filippo De Pisis nell’inviargli questo libro
Nel Parco di Caserta
Accelerato

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