Da’ ridenti villaggi in riva a ’l mare,
Da qualche antico chiostro a snelle arcate,
Da un bianco montanino casolare,
Da le città di popolo affollate,
Vengon lettere a ’l campo; e un cicalare
Tosto è di rotte frasi concitate,
Un correr da ogni parte, un afferrare
Di mani tremolanti ed abbronzate.
Lento in quel mentre da un’alpestre via
Torna da una sua gita vagabonda
Un tenentino di cavalleria.
— Per lei, tenente. — Ei prende il foglio e gaio
L’apre pensando a una duchessa bionda:
Maledizione! È il conto de ’l sellaio.
II
Là un bersagliere, un ruvido coscritto,
Mezzo sdraiato a l’ombra d’una tenda,
Suda su la difficile faccenda
D’intender ne gli sgorbi che gli han scritto.
La lettera è di casa. «Io m’approfitto
Che Tonio con la bestia a ’l borgo scenda.
Sappimi dir s’è vero de l’azienda
Che andrete a far la guerra ne l’Egitto.
Ti spedisco due lire. Quella sciocca
De la tu’ Gigia piange. Il sor curato
Quando tratta di te storce la bocca.
Io, tu lo sai, son uomo timorato,
Ma certi tasti guai chi me li tocca!
Chi fa l’obbligo suo non è dannato.»
III
Ed a te le mie pagine amorose
Da la calligrafia lunga e sottile,
Sfogo di solitarie ore pensose,
Poemi in famigliar semplice stile.
Echi son lì di lotte vigorose,
Misti a qualche armonia strana e gentile,
Baci da far morire, ombre gelose:
Tutto un amor vivente e giovenile.
Tutto un amor che la contraria sorte
Muto disfida con sereno orgoglio,
Pronto pur anche a disfidar la morte.
Tu leggi intanto, il mio pensier ti vede:
Leggi commosso in quell’intimo foglio
Le mie febbri, i miei sogni e la mia fede.
Evelina Cattermole, all’anagrafe Eva Giovanna Antonietta Cattermole (Firenze, 26 Ottobre 1849 – Roma, 30 Novembre 1896), è stata una famosa scrittrice e poetessa italiana della seconda metà dell’Ottocento. Le sue opere vengono pubblicate utilizzando lo pseudonimo di Contessa Lara.
Nata in una benestante famiglia a Firenze, Evelina Cattermole studia a Parigi, e si forma culturalmente sotto tutti gli aspetti, dall’apprendimento della musica grazie alla madre, nota pianista, alle lingue straniere, con il supporto del padre, professore d’inglese. L’animo letterario si sviluppa con il sostegno e gli insegnamenti della famosa poetessa Marianna Giarré-Billi.
La sua prima raccolta poetica Canti e Ghirlande viene pubblicata a Firenze nel 1867. A partire dal 1875 la sua attività letteraria si arricchisce con la pubblicazione di diverse opere: nel 1883 la raccolta poetica, Versi; nel 1886 viene pubblicata la raccolta di poesie, E ancora versi e la raccolta di novelle, Così è, mentre il primo romanzo L’innamorata esce nel 1901.
Molto più famose sono le sue vicende sentimentali, in parte definite scandalose, alimentate da pettegolezzi per la sua bellezza, raffinatezza ed ingenuità, che accompagnano la sua vita fino alla tragica morte.
Sempre alla ricerca dell’amore duraturo e stabile Evelina Cattermole alterna diverse relazioni sentimentali fino a quando conosce il pittore napoletano Giuseppe Pierantoni, con il quale convive a Roma.
Ma la relazione si rivela ben presto burrascosa fatta di persecuzioni, gelosia, litigi violenti, e alimentata da interessi soprattutto economici da parte del pittore di scarso talento, poco propenso al lavoro, verso la scrittrice fiorentina. Quest’ultima cerca invano di lasciarlo, ma il Pierantoni si oppone con forza.
Il 30 novembre 1896 è il giorno fatale: Evelina Cattermole viene uccisa con un colpo di pistola sparato da Giuseppe Pierantoni, il quale dopo averla colpita all’addome, con assoluta crudeltà, la lascia agonizzante per diverse ore prima di chiamare i soccorsi.
Il processo contro Giuseppe Pierantoni, tenuto presso la Corte d’Assise di Roma, si conclude con la condanna dello tesso a 11 anni e 8 mesi di prigione per omicidio volontario, dato per scontato il movente passionale senza riuscire a provare il vero movente di natura economica.

