Doppio ritratto. Opera del Giorgione

Doppio ritratto

Doppio ritratto. Opera del Giorgione

Il Doppio ritratto (anche detto I due amici) è un dipinto (olio su tela, cm 80×75) realizzato intorno al 1502 – 1505 circa dal pittore veneto Giorgio da Castelfranco detto Giorgione ed attualmente conservato presso il Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma.

Gran parte degli storici dell’arte discutono in merito alla esatta attribuzione dell’opera al pittore veneto, considerato uno dei maggiori artisti del Rinascimento italiano, avanzando negli anni la tesi dell’assegnazione a Sebastiano del Piombo e a Dosso Dossi; ulteriori dubbi sono presenti anche sulla esatta datazione del dipinto, certamente realizzato qualche anno prima della morte del Giorgione avvenuta nell’autunno del 1510.

Sin dal 1633 il dipinto Doppio ritratto viene menzionato a Roma nella collezione privata di pitture di Ludovico Ludovisi, cardinale e arcivescovo cattolico, nonchè collezionista d’arte, nipote di Alessandro Ludovisi, papa Gregorio XV; intorno agli inizi del Settecento fa parte delle opere del cardinale Tommaso Ruffo e successivamente del Principe Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara; soltanto nel 1919 entra nella collezione permanente delle opere del Museo Nazionale di Palazzo Venezia di Roma.

L’opera raffigura due giovani uomini, rimasti ignoti, l’uno in primo piano con lo sguardo rivolto verso lo spettatore, mentre il secondo in posizione più arretrata. Il giovane in primo piano dall’atteggiamento malinconico e impensierito ha il viso poggiato sulla mano destra, mentre nell’altra stringe un un melangolo, un tipo di arancia selvatica, dal gusto amaro. La figura umana in secondo piano appare più ambigua: lo sguardo è più enigmatico e l’espressione più cinica in palese opposizione al protagonista in primo piano.

La forza del dipinto Doppio ritratto risiede nella capacità di esprimere intense sensazioni ed emozioni, un compito pittorico arduo che solo la ritrattistica è in grado di assolvere a pieni voti. Il tutto viene magistralmente calibrato da un attento chiaroscuro che evidenzia le tonalità cromatiche esaltate dalla luce, proveniente dall’alto.

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