Evelyn Nesbit: “L’altalena di velluto rosso”

evelyn nesbitEvelyn Nesbit, all’anagrafe Florence Evelyn Nesbit (Tarentum, 25 Dicembre 1884 – Santa Monica, 17 Gennaio 1967), è stata una delle protagoniste assolute del Novecento, sia in positivo come famosa attrice, modella e ballerina e sia in negativo, al centro di un ambiguo triangolo amoroso conclusosi con l’omicidio del suo amante.

Dotata di una travolgente bellezza Evelyn Nesbit trascorre la sua infanzia in estrema povertà a seguito della morte improvvisa del padre che lascia la famiglia con diversi debiti. A sedici anni si trasferisce a vivere a New York e per mantenere la madre e il fratello decide di posare come modella per alcuni artisti tra i quali Charles Dana Gibson, entrando, di conseguenza, nel gruppo delle c.d. Gibson Girl (rappresentazioni grafiche della femminilità americana). Diventa così una delle modelle più popolari e richieste di New York e debutta anche come ballerina a Broadway.

In tale contesto Evelyn Nesbit conosce Stanford White, il più famoso architetto americano, divenendo la sua amante.

Stanford White ha una reputazione di seduttore ed è attratto delle ragazze molto giovani che, per suo piacere personale, ama vederle dondolare nude su una altalena sita nel suo appartamento.

Evelyn Nesbit all’epoca ha solo sedici anni quando White la porta nel suo lussuoso appartamento: nelle sue memorie parlerà delle tende di velluto rosso, dell’altalena, della “Sala degli Specchi”dello champagne e del suo risveglio il mattino seguente nel letto di White, forse drogata certamente non più vergine.

Ma Evelyn Nesbit non è l’unica amante di Stanford White il quale dedica molto tempo alle conquiste di donne sempre più giovani e vergini. Per converso, Evelyn Nesbit inizia una relazione con l’attore teatrale John Barrymore, ma costui è considerato dalla madre di Evelyn troppo povero per la figlia. Interviene, pertanto, Stanford White che allontana i due amanti.

Le cose cambiano quando Evelyn Nesbit incontra il milionario Harry Kendall Thaw che sposa qualche anno dopo. Ma ben presto Thaw si rileva geloso, possessivo e ossessivo, sadico fino ad arrivare a frustare Evelyn, dipendente da cocaina, con un odio profondo nei confronti di  Stanford White tanto da soprannominarlo “The Beast” (“La Bestia”).

Il suo astio per White esplode il 25 giugno del 1906: nella sala del teatro del Madison Square Garden, Harry Kendall Thaw si avvicina a Stanford White e sotto gli occhi del pubblico inorridito lo uccide con tre colpi di pistola alla testa.

Segue il processo e la famiglia di Thaw offre a Evelyn un milione di dollari affinchè testimoni di avere una relazione con Stanford White e che il marito ha agito per vendicare l’onore della moglie.

Evelyn Nesbit accetta e Harry Kendall Thaw viene dichiarato infermo di mente e condannato a qualche anno da scontare in un manicomio criminale.

Evelyn Nesbit non riceverà mai la somma pattuita e trascorrerà gli ultimi anni della sua vita sola, con una dipendenza da morfina e da alcool, tentando numerose volte il suicidio.

La sua vita e l’omicidio di Stanford White viene raccontata nel film “L’altalena di velluto rosso” del 1955 diretto da Richard Fleischer con Joan Collins, Ray Milland e Farley Granger.

 

 

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