Sequestro Probatorio del Computer

sequestro probatorioAi fini dell accertamento dei reati di pedopornagrafia un computer può costituire esso stesso il corpo di un determinato reato, allorché contiene immagini pedopornografiche, o costituire una cosa pertinente al reato allorché è comunque servito per commettere il reato o i reati ipotizzati e, pertanto può essere oggetto di sequestro probatorio.

Caratteristiche generali del sequestro probatorio

Il sequestro probatorio, caratterizzato da uno scopo endoprocessuale, va collocato tra i mezzi di ricerca della prova e si distingue conseguentemente dagli altri tipi di sequestro, preventivo e conservativo, che svolgono una funzione diversa .

Tale diversità giustifica la diversa regolamentazione: il sequestro probatorio può avere per oggetto solo il corpo del reato o le cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento dei fatti.

Il corpo del reato, come definito dall’articolo 253 comma secondo C.p.P., si identifica sia con i beni sui quali o mediante i quali il reato è stato commesso (ad esempio per rimanere nella fattispecie un computer contenente files pedopornografici), sia con quelli che costituiscono il profitto, il prezzo del reato.

Oltre al corpo del reato il sequestro probatorio può riguardare anche cose pertinenti al reato.

Si considerano cose pertinenti al reato tutte quelle che direttamente o indirettamente servono per accertare il reato, il suo autore o le circostanze rilevanti ai fini della causa.

Sia che si tratti del corpo del reato che di cose pertinenti al reato è necessario che l’oggetto del sequestro abbia un effettivo rapporto di pertinenzialità con il reato ipotizzato.

Requisito indispensabile per l’ammissibilità del sequestro probatorio è pertanto l’astratta configurabilità del reato.

Tale astrattezza va però riferita ad una teorica possibilità collegata con elementi processuali già acquisiti agli atti .

Non è però necessario che il reato sia già compiutamente delineato ma, trattandosi di mezzo di ricerca della prova di un reato, è sufficiente che il reato sia presumibile o probabile anche attraverso deduzioni logiche.

Invero la legittimità del sequestro probatorio deve essere valutata non già nella prospettiva di un giudizio di merito sulla fondatezza dell’accusa, ma in riferimento all’idoneità degli elementi su cui si fonda la notizia di reato a rendere utile l’espletamento di ulteriori indagini, per acquisire prove certe o prove ulteriori del fatto, non esperibili senza la sottrazione all’indagato della disponibilità della “res” o l’acquisizione della stessa nella disponibilità dell’autorità giudiziaria.

Corte di Cassazione Sent. Sez. 3 Num. 7025 Anno 2012

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *