Alba de Céspedes

Alba de Céspedes Lettera d’amoreAlba de Céspedes, all’anagrafe Alba Carla Lauritai de Céspedes y Bertini (Roma, 11 Marzo 1911 – Parigi, 14 Novembre 1997) è stata una famosa scrittrice, poetessa nonché partigiana italo-cubana. Intellettuale a 360 gradi e femminista ante litteram (oltre che autrice di testi per il cinema ed il teatro, radiocronista e giornaslista) Alba de Céspedes è figlia dell’ambasciatore cubano in Italia Carlos Manuel de Cespedes y Quesiva (mentre il nonno paterno, Carlos Manuel de Céspedes del Castillo, è stato il primo presidente dell’isola di Cuba) e di Laura Bertini Alessandrini, di origine romana.

Cresciuta in Francia e in Italia, tra Roma e Parigi, con una profonda nostalgia per la sua Cuba, Alba de Céspedes nel 1926, a soli 15 anni di età, sposa il nobile romano Giuseppe Antamoro, e dal matrimonio nasce un figlio.

La sua attività letteraria inizia sin da giovanissima, affermandosi con difficoltà durante il regime fascista.

Attivista senza sosta e antifascista, Alba è una penna in movimento, la sua vocazione letteraria è un dovere (di documentazione) oltre che un piacere personale. In tal modo riesce e portare al pubblico un linguaggio intenso, autonomo, indipendente, profondamente realistico, fondato sulle proprie esperienza ed ideologie, ma al contempo aperto alla critica e al confronto.

Il suo primo romanzo, Nessuno torna indietro (Mondadori, 1938), è un successo nazionale ed internazionale, con il quale vince il Premio Viareggio, definito “scandaloso”, in quanto in contrasto con l’immagine della donna affermata dal regime fascista, pertanto è oggetto di tentativi di censura con annullamento del premio.

Durante la seconda guerra mondiale si cimenta come giornalista radiofonica con lo pseudonimo di Clorinda, partecipando alla Resistenza (così come il nonno, patriota cubano) e opponendosi al regime fascista con contenuti di indipendenza e di dignità sociale, rivolti principalmente alle donne.

Tra i suoi capolavori letterari occorre citare Dalla parte di lei, (Mondadori, 1949); Quaderno proibito, (Mondadori, 1952); Il rimorso, (Mondadori, 1962); La bambolona, (Mondadori, 1967).

Nel 1968 Alba de Céspedes scrive “Chansons des filles de mai“, raccolta poetica pubblicata in lingua francese e poi da lei tradotta in italiano con il titolo  “Le ragazze di maggio” (Mondadori, 1970), incentrata sul Maggio Francese del 1968 con la rivolta della studentesca femminile.

Lettera a una madre

Mamma,
comprendimi
fin d’ora:
dovrai ben comprendermi,
un giorno,
anche gli altri dovranno.

M’avresti capita
di certo
se fossi fuggita con un amante:
sei una sentimentale,
e all’età mia queste fughe
finiscono in marcia nuziale.

Avresti compreso
se me ne fossi andata
perché volevo diventare
una stella
della televisione
pagata un milione per sera:

Non me ne sono andata
per guadagnare molti soldi
né per vivere un romanzo
rosa:
ti ho lasciata
per qualcosa che credo
sia giusto.

Ascoltami, madre
della mia infanzia,
il tuo volto ansioso
presso il mio letto,
madre sfinita, madre
di guai,
e di commissioni,
madre piena di preoccupazioni,
madre di quattro figli
lunghi da portare,
madre straniera a tutto
quello che ero, eppure
madre che mi capiva
senza capire.

Non essere dalla parte della polizia,
dalla parte della borghesia,
non è la tua parte, quella,
madre dalla sporta
pesante,
dal portamonete
leggero,
dalle mani che emanano
decenni di rigovernatura,
di spazzatura, di minestra di verdura,
con le tue paure di moglie
d’impiegato
che può essere licenziato
da un giorno all’altro.

Mamma, vorrei parlarti
come ti parlo di lontano.
Ti voglio bene, lo sai,
anche se non tornerò
mai, mai più, a casa.

Mamma, perdonami
di non aver sposato
il ragazzo del quarto piano
che aveva un bell’avvenire assicurato
all’Esattoria Comunale.
Perdonami per la veste nuziale
che non potrai
comperarmi.
Non sono quella
che sognavi,
ma non sono nemmeno
quella che tu piangi.

Sono una figlia
come tante altre:
una sconosciuta
che ti somiglia
e fa una vita
che non ti piace.

Siamo tutti così,
per i genitori,
ma per ogni figlio
la propria madre
è una madre straordinaria.

Mamma, addio, o arrivederci,
come vorrai.
Puoi sempre chiamarmi
da Marion: lei sa
dove trovarmi.
Ti voglio bene, mamma,
come possiamo amare
oggi: senza commozione
e senza pietà.

Versi poetici scritti a seguito della rivolta del Maggio Francese del 1968, in cui molte ragazze, dopo avervi aderito entrano in conflitto con le famiglie di origine, allontanandosi definitivamente dalle stesse.

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