Caprone, con testa attribuita a Gian Lorenzo Bernini

Caprone

Caprone, con testa attribuita a Gian Lorenzo Bernini. Databile verso la fine del I secolo d.C., conservata nella Collezione Torlonia a Roma.

Il Caprone, con testa attribuita a Gian Lorenzo Bernini è una statua in marmo bianco, risalente all’età imperiale, databile verso la fine del I secolo d.C., e conservata nella Collezione Torlonia a Roma.

Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 7 Dicembre 1598 – Roma, 28 Novembre 1680), è stato uno dei più importanti e rinomati artisti italiani (scultore, architetto, pittore, scenografo) del periodo barocco.

Nato a Napoli nel 1598, ma cresciuto artisticamente a Roma, dove si trasferisce insieme alla famiglia nel 1606, Gian Lorenzo è figlio di Pietro Bernini, acclamato scultore di origini fiorentine, e si afferma seguendo le orme del padre, ma anche degli artisti, architetti e scultori, degli anni precedenti, come Michelangelo.

Grazie alla sapiente guida del padre e all’appoggio dei vari papi che si sono succeduti nel tempo, Gian Lorenzo Bernini riesce, sin da giovanissimo, ad imporsi nell’ambiente artistico e culturale romano con una serie di opere, in particolare con le famose statue a tema mitologico, (databili tra il 1618 e il 1625): il gruppo scultoreo “Enea, Anchise e Ascanio“, il “Ratto di Proserpina“, il “David” e l’ “Apollo e Dafne“, tutte conservate nella Galleria Borghese a Roma (grazie al sostegno del cardinale Scipione Caffarelli-Borghese).

La grande statua in marmo bianco raffigurante il Caprone disteso con le zampe in avanti, un fitto ed uniforme mantello e lo sguardo frontale risale all’età imperiale, con molta probabilità era una scultura d’arredo di una dimora romana. Il Caprone apparteneva al Marchese Vincenzo Giustiniani, e faceva parte della collezione Giustiniani, collocata presso la Galleria di Palazzo Giustiniani, e successivamente confluita nella Collezione Torlonia.

La testa rialzata, con le corna leggermente inclinate a sinistra, è stata attribuita a Gian Lorenzo Bernini, il quale frequentava Palazzo Giustiniani e si occupava del restauro dei marmi antichi presenti nella collezione del Marchese Vincenzo Giustiniani.

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