Eastbourne
‘Dio salvi il Re’ intonano le trombe
da un padiglione erto su palafitte
che aprono il varco al mare quando sale
a distruggere peste
umide di cavalli nella sabbia
del litorale.
Freddo un vento m’investe
ma un guizzo accende i vetri
e il candore di mica delle rupi
ne risplende.
Bank Holiday… Riporta l’onda lunga
della mia vita
a striscio, troppo dolce sulla china.
Si fa tardi. I fragori si distendono,
si chiudono in sordina.
Vanno su sedie a ruote i mutilati,
li accompagnano cani dagli orecchi
lunghi, bimbi in silenzio o vecchi. (Forse
domani tutto parrà un sogno).
E vieni
tu pure voce prigioniera, sciolta
anima ch’è smarrita,
voce di sangue, persa e restituita
alla mia sera.
Come lucente muove sui suoi spicchi
la porta di un albergo
– risponde un’altra e le rivolge un raggio –
m’agita un carosello che travolge
tutto dentro il suo giro; ed io in ascolto
(‘mia patria!’) riconosco il tuo respiro,
anch’io mi levo e il giorno è troppo folto.
Tutto apparirà vano: anche la forza
che nella sua tenace ganga aggrega
i vivi e i morti, gli alberi e gli scogli
e si svolge da te, per te. La festa
non ha pietà. Rimanda
il suo scroscio la banda, si dispiega
nel primo buio una bontà senz’armi.
Vince il male… La ruota non s’arresta.
Anche tu lo sapevi, luce-in-tenebra.
Nella plaga che brucia, dove sei
scomparsa al primo tocco delle campane, solo
rimane l’acre tizzo che già fu
Bank Holiday.
Eugenio Montale (Genova, 12 Ottobre 1896 – Milano, 12 Settembre 1981) è stato un celebre e rinomato scrittore, filosofo, critico letterario e musicale, annoverato tra le personalità letteraria italiane più importanti del XX secolo.
Tra le sue opere più importanti occorre citare le raccolte poetiche “Ossi di seppia” pubblicata nel 1925, “Le occasioni” pubblicata nel 1939, “Xenia” pubblicata nel 1966, “Satura” pubblicata nel 1971, “Il Diario del ’71 e del ’72” pubblicato nel 1973.
Le occasioni comprende cinquanta poesie, cui se ne aggiunsero altre quattro nella seconda edizione del 1940, divise in quattro sezioni, numerate progressivamente I, II Mottetti, III, IV, oltre ad una poesia introduttiva, Il balcone.
La dedica iniziale “a I.B.” è riferita a Irma Brandeis, suo grande amore e musa ispiratrice, che compare nell’opera con il soprannome di Clizia.
In particolare fanno parte le seguenti liriche:
I
Vecchi versi
Buffalo
Keepsake
Lindau
Bagni di Lucca
Cave d’autunno
Altro effetto di luna
Verso Vienna
Carnevale di Gerti
Verso Capua
A Liuba che parte
Bibe a Ponte all’Asse
Dora Markus
I. Fu dove il ponte di legno
II. Ormai nella tua Carinzia
Alla maniera di Filippo De Pisis nell’inviargli questo libro
Nel Parco di Caserta
Accelerato
II. Mottetti
Lo sai: debbo riperderti e non posso
Molti anni, e uno più duro sopra il lago
Brina sui vetri; uniti
Lontano, ero con te quando tuo padre
Addii, fischi nel buio, cenni, tosse
La speranza di pure rivederti
Il saliscendi bianco e nero dei…
Ecco il segno; s’innerva
Il ramarro, se scocca
Perché tardi? Nel pino lo scoiattolo
L’anima che dispensa
Ti libero la fronte dai ghiaccioli
La gondola che scivola in un forte
Infuria sale o grandine? Fa strage
Al primo chiaro, quando
Il fiore che ripete
La rana, prima a ritentar la corda
Non recidere, forbice, quel volto
La canna che dispiuma
…ma così sia. Un suono di cornetta
III. I Tempi di Bellosguardo
Oh come là nella corusca
Derelitte sul poggio
Il rumore degli émbrici distrutti…
IV
La casa dei doganieri
Bassa marea
Stanze
Sotto la pioggia
Punta del mesco
Costa San Giorgio
L’estate
Eastbourne
Corrispondenze
Barche sulla Marna
Elegia di Pico Farnese
Nuove stanze
Il ritorno
Palio
Notizie dall’Amiata
I. Il fuoco d’artifizio del maltempo…
II. E tu seguissi le fragili architetture…
III. Questa rissa cristiana che non ha…
