Giornali telematici: equiparazione ai giornali tradizionali

giornali telematiciLe Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno affermato come alla nozione di “stampa” siano pacificamente ricondotti i giornali tradizionali ed alla stessa hanno concluso di potere condurre i giornali telematici: gli uni e gli altri, sono qualificabili come prodotti editoriali, caratterizzati da una testata, dalla diffusione regolare, dall’organizzazione in una struttura con un direttore responsabile che sia giornalista professionista o pubblicista, una redazione ed un editore registrato presso il registro degli operatori della comunicazione, dalla finalizzazione all’attività professionale di informazione diretta al pubblico, per tale intendendosi quella di raccolta e commento di notizie di attualità e di informazioni da parte di soggetti professionalmente qualificati.

In estrema sintesi, è dal riscontro di identici requisiti, elaborati per le due tipologie, che è fatta discendere l’equiparazione dei giornali telematici a quelli tradizionali: evidentemente, sulla base del riscontro dell’esercizio, da parte di entrambi in forme simili, di un’attività professionale di divulgazione e commento di notizie ed informazione, esercitata secondo regole preliminarmente elaborate di responsabilità o doveri o rispetto di limiti da parte di soggetti particolarmente qualificati, in regime di trasparenza anche quanto a fonti di finanziamento e sostanzialmente di riferimento.

La piena libertà di comunicazione di informazione e di idee su tutte le questioni di interesse pubblico, riconosciuta alla stampa in una società democratica anche in un contesto sovranazionale trova infatti limitazioni in doveri e responsabilità a garanzia anche dei diritti fondamentali altrui.

Va solo precisato che la periodicità, talvolta richiesta dalla normativa in esame ed in ogni caso imposta per la qualificazione di una pubblicazione come giornale o periodico, sta nella non occasionalità o nella non episodicità o nella non unicità dell’edizione o pubblicazione: cosa che può riscontrarsi in una regolarità di pubblicazione di nuove edizioni (o numeri), unificate dall’identità o perlomeno dalla costanza degli altri elementi sopra descritti; e che, nella stampa telematica periodica, strutturalmente articolata su di un sito tendenzialmente permanente, può risolversi anche nel consueto “aggiornamento” delle relative pagine: ciò che, per mantenere un parallelismo meramente descrittivo con la stampa tradizionale, può equipararsi alla lontana ad una “edizione” di un certo giorno o di una certa ora.

Anche la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea equipara senza problemi la stampa tradizionale a quella on line: ritenendo irrilevante il supporto utilizzato per la pubblicazione, poiché l’attività giornalistica può essere esercitata sulla carta stampata, attraverso il servizio radiotelevisivo oppure mediante internet, dovendosi avere riguardo soltanto alla finalità di divulgazione al pubblico di informazioni, opinioni o idee, a prescindere dal mezzo utilizzato.

Il mezzo di comunicazione è sicuramente più pervasivo e diffusivo, idoneo a causare danno in modo maggiore, rispetto alla carta stampata ed in genere alla stampa tradizionale, ma, evidentemente, in modo appena più capillare della diffusione via radio o via televisione: sicché ogni problematica connessa a tali modalità tecniche o strutturali del mezzo va riservata al momento successivo della pronuncia a cognizione piena, quando, accertata definitivamente la prevalenza sul diritto di libertà di manifestazione del pensiero e di stampa di quello all’onore ed alla dignità del soggetto diffamato, occorrerà risarcire il danno, in via prioritaria in forma specifica e solo sussidiariamente per equivalente.

Ne consegue che i contenuti dei giornali telematici sono equiparati ai corrispondenti contenuti dei giornali tradizionali, ovviamente a parità di presupposti applicativi e mutate esclusivamente le modalità tecniche di realizzazione (o implementazione); i contenuti propri od esclusivi dei giornali telematici andranno valutati separatamente e ad essi non potrà allora immediatamente estendersi l’applicazione de plano della normativa di tutela, di rango tanto costituzionale che sovranazionale ed ordinario, ma dovrà essere ricercata di volta in volta in base ai parametri rilevanti propri della singola fattispecie, riferiti al solo primo comma dell’art. 21 Cost. ed al più intenso bilanciamento con gli altri diritti fondamentali della prima parte della Carta fondamentale.

Corte di Cassazione Civile Sent. Sez. U Num. 23469 Anno 2016

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