Il contratto di comodato e famiglia di fatto

il contratto di comodatoLa Suprema Corte di Cassazione con la sentenza che si riporta in commento affronta la questione inerente il contratto di comodato, senza prefissione di termine, avente ad oggetto un immobile con destinazione familiare, consentita dagli originari comodanti, per le necessità abitative dei comodatari, conviventi di fatto e divenuti genitori di un figlio minore.

Infatti, secondo la giurisprudenza di legittimità, da cui non è il caso di discostarsi, ove il contratto di comodato di un immobile sia stato stipulato senza limiti di durata in favore di un nucleo familiare, come analogicamente deve considerarsi la famiglia di fatto, per di più arricchita dalla nascita di un figlio, si versa nell’ ipotesi di contratto di comodato a tempo indeterminato, caratterizzato dalla non prevedibilità del momento in cui la destinazione del bene verrà a cessare.

In tal caso, per effetto della concorde volontà delle parti, che deve essere accertata dal giudice del merito compiendo una valutazione globale dell’intero contesto nel quale il contratto di comodato si è concretato, della natura dei rapporti tra le parti medesime, e degli interessi dalle parti perseguiti, si è impresso allo stesso un vincolo di destinazione alle esigenze abitative familiari ( e perciò non solo e non tanto a titolo personale del comodatario) idoneo a conferire all’uso, cui la cosa è destinata, il carattere implicito della durata del rapporto, anche oltre la eventuale crisi coniugale o familiare tra i conviventi e senza possibilità di far dipendere la cessazione del vincolo esclusivamente dalla volontà ad nutum del comodante, salva la facoltà di quest’ultimo di richiedere il rilascio dell’immobile nell’ipotesi di un bisogno ai sensi dell’ art. 1809 comma 2 C.c., segnato dai requisiti dell’urgenza e della non previsione.

Invero ai sensi dell’ art. 1809 C.c.: “ Il comodatario è obbligato a restituire la cosa alla scadenza del termine convenuto o, in mancanza di termine, quando se ne è servito in conformità del contratto. Se però, durante il termine convenuto o prima che il comodatario abbia cessato di servirsi della cosa, sopravviene un urgente e impreveduto bisogno al comodante, questi può esigerne la restituzione immediata”.

Corte di Cassazione Civile Sent. Sez. 3 Num. 13592 Anno 2011

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