Stile di vita della persona offesa
Lo stile di vita della vittima e persona offesa, con riferimento all’abituale consumo di sostanze e ai rapporti disinibiti con l’altro sesso, può incidere sulla sua credibilità con riferimento ai reati di natura sessuale?
Principale oggetto di scrutinio del processo non possono essere le condotte della persona offesa, bensì quelle dell’imputato, escludendo che le abitudini sessuali o di vita possano avere avuto un ruolo sulla capacità di riferire esattamente e fedelmente quanto accaduto, vale a dire sulla credibilità della persona offesa.
Invero, con riferimento alla condotta di vita pregressa della persona offesa nell’ambito dei reati di natura sessuale, la Corte di legittimità ha più volte rimarcato l’errore metodologico che risiede nella “idealizzazione della vittima-modello del reato il cui comportamene deve adeguarsi, per essere credibile, a schemi comportamentali predefiniti e astratti, teorizzati da un approccio culturale-morale frutto, a sua volta, di pregiudizi non infrequentemente alimentati dalla personale esperienza di chi è chiamato a scrutinare il racconto della vittima” (cit. Cass., Sez. 3, n. 5234 del 03/03/2022, dep. 2023, S., Rv. 284277).
È stato inoltre affermato che i costumi e le abitudini sessuali della vittima di reati sessuali non influiscono sulla sua credibilità e non possono costituire argomento di prova per l’esistenza, reale o putativa, del suo consenso (Cass., Sez. 3, n. 46464 del 09/06/2017, Rv. 271124 – 01); allo stesso modo, è irrilevante l’antecedente condotta provocatoria tenuta dalla stessa persone offesa (Cass., Sez. 3, n. 7873 del 19/01/2022, Rv. 282834 – 01).
Corte di Cassazione Sez. III penale, sentenza del 13/01/2025, n. 1219
