Ubriachezza e colpevolezza
L’ubriachezza dell’imputato può far venire meno l’intenzione di commettere il delitto? In particolare l’alterazione alcolica o ubriachezza può far venire meno la colpevolezza dell’imputato in merito alla commissione del reato?
Su questo punto, non può che richiamarsi il principio consolidato della giurisprudenza di legittimità secondo cui «la colpevolezza di una persona in stato di ubriachezza deve essere valutata secondo i normali criteri di individuazione dell’elemento psicologico del reato e, poiché l’art. 92 cod. pen., nel disciplinarne l’imputabilità, nulla dice in ordine alla di lui colpevolezza, questa deve essere apprezzata alla stregua delle regole dettate dagli artt. 42 e 43 cod. pen., con la conseguenza che, per ritenere sussistente il dolo diretto, non è richiesto che sia stata effettuata un’analisi lucida della realtà, essendo necessario soltanto che il soggetto sia stato in grado di attivarsi in modo razionalmente concatenato per realizzare l’evento ideato e voluto» (Cass., Sez. 6, n. 31749 del 09/06/2015, Gambina, Rv. 264428 – 01; Sez. 5, n. 45997 del 14/07/2016, Beti, Rv. 268482 – 01 e molte altre conformi).
Corte di Cassazione Penale Sez. 1 sentenza n. 27969 del 2026
