Il canto della zappa

Il canto della zappaIl canto della zappa

Ruvida spada io son che il terren fende;
Son forza ed ignoranza.
In me stride la fame e il sol s’accende;
Son miseria e speranza.

Io conosco la sferza arroventata
Dei meriggi brucianti,
Dell’uragan che scroscia a la vallata
Le nubi saettanti.

Io so gli olezzi liberi e feraci
Che maggio da la terra
Con aulenti corolle, insetti e baci
Trionfando disserra;

E nell’opra d’ogni ora e d’ogni istante
Io più m’affilo e splendo;
Rassegnata, fortissima, costante,
Vo il duro suol rompendo.

Ne le basse casupole sconnesse,
Nel rozzo cascinale
Ove penetra per le imposte fesse
L’acre vento invernale,

Ove del foco sul tizzon che geme
L’ignavia s’accovaccia,
E la pellagra insaziata freme
Gialla e sparuta in faccia,

Entro e guardo. — E in un canto abbandonata,
Ne l’alta e paurosa
Notte che incombe a l’umida spianata
E a la stanza fumosa,

Mentre la febbre di risaia scote
Feminei corpi affranti,
E più non s’odon che le torve note
Dei villici russanti,

Veglio ed un soffio di desìo m’infiamma
…. Sogno la nova aurora,
Quando, dritta qual rustico orifiamma
Nel sol che l’aure indora,

Serenamente splendida, brandita
Da un’inspirata plebe.
Sorgerò, bella di vigor, di vita,
Da le feconde glebe.

Ma le lame saran pure di sangue,
E bianchi gli stendardi;
Conculcato morrà de l’odio l’angue
Sotto i colpi gagliardi;

E dalla terra satura d’amore,
Olezzante di rose.
Purificata dal novello ardore
De le gare animose,

Fino a l’azzurro ciel tutto un tumulto
Di rozze voci umane
Salirà come un inno ed un singulto:
“Pace!… lavoro!… pane!….„

Ada Negri (Lodi, 3 Febbraio 1870 – Milano, 11 Gennaio 1945) è stata una famosa poetessa e donna di lettere italiana, prima e unica donna ad essere ammessa all’Accademia d’Italia, ma soprattutto una delle poche donne che, nonostante la bassa estrazione sociale di provenienza, con talento ed eccezionali capacità intellettuali, riesce ad emergere nel panorama culturale italiano.

Solo con la raccolta d’esordio di poesie Fatalità pubblicata nel 1892 riesce ad ottenere una serie di apprezzamenti fino ad arrivare al successo e alla notorietà e, in conseguenza di ciò, con decreto del ministro Zanardelli, le viene conferito il titolo di docente per chiara fama presso l’Istituto Superiore “Gaetana Agnesi” di Milano. Due anni dopo esce la sua seconda raccolta di poesie, “Tempeste”.

La raccolta di poesie Fatalità comprende 61 poesie oltre ad una Prefazione.

In particolare fanno parte le seguenti liriche:

Prefazione
Fatalità
Senza nome
Non mi turbar…
Va l’onda…
Birichino di strada
Son gelosa di te!…
Storia breve
Autopsia
Nevicata
Nebbie
Notte
Fin ch’io viva e più in là
Sulla breccia
Buon dì, Miseria
Vegliardo
Il canto della zappa
I vinti
Mano nell’ingranaggio
La macchina romba
Popolana
Fior di plebe
Bacio pagano
Cavallo arabo
Te solo
Sinite parvulos
Nenia materna
Nell’uragano
Luce
Portami via!
Pur vi rivedo ancor…
Strana
Perchè?
Sfida
Salvete
Pietà!…
Va
No
Canto d’aprile
Madre operaia
Non posso
Fantasmi
Viaggio notturno
Anima
Afa
Tu vuoi saper?…
Vieni ai campi…
Fra i boschi cedui
Cascata
Mistica
Hai lavorato?
A Marie Bashkirtseff
In alto
Sola
Spes
Vedova
Rosa appassita
Deforme
Voce di tenebra
Marchio in fronte
Vaticinio
Largo!

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