Dissenso del coniuge ai rapporti sessuali
Il dissenso del coniuge ad avere rapporti sessuali integra il reato di violenza sessuale ex art. 609 bis c.p. nonostante la sussistenza di un rapporto di coniugio?
O i rapporti sessuali imposti coattivamente al coniuge devono, pertanto, ritenersi comunque consumati consensualmente?
“Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.”
Nel caso di specie, l’uomo – dopo aver immobilizzato con le mani la moglie – le imponeva i rapporti sessuali, senza aderire affatto alle richieste del coniuge di effettuare la necessaria igiene del proprio corpo. Posto che la donna – come evidenziato con motivazione coerente e puntuale del giudice di 1° grado – non accettava volontariamente i rapporti sessuali, ma li subiva coattivamente.
Invero la peculiarità dei motivi del dissenso non eliminava il dissenso medesimo, per cui i rapporti sessuali, laddove imposti con la forza dall’uomo, erano e restavano violenti. Ne consegue che il rapporto di coniugio non ha nessun valore di scriminante nell’ambito della fattispecie delittuosa della violenza sessuale.
Corte di Cassazione penale, sez. III, sentenza del 01/08/2011 n. 30364
