Conflittualità di coppia
Le furiose scenate di gelosia non sono espressive di ordinaria conflittualità di coppia qualora culminano in aggressioni lesive della integrità fisica e del patrimonio morale di uno dei partner, con ingiurie, umiliazioni e talora percosse in presenza di amici e pure della famiglia nonché nei luoghi di lavoro.
Il reato di maltrattamenti in famiglia è integrato da comportamenti reiterati, ancorché non sistematici, che, valutati complessivamente, siano volti a ledere, con violenza fisica o psicologica, la dignità e identità della persona offesa, limitandone la sfera di autodeterminazione.
In tal senso, come già spiegato in altri arresti della giurisprudenza di legittimità, la condotta sopraffattrice unilateralmente tenuta dal soggetto ai danni della convivente “more uxorio” non può essere qualificata come espressiva di ordinaria “litigiosità di coppia“, la quale presuppone invece che le parti della relazione si confrontino, anche veementemente, ma su un piano paritetico, di reciproca accettazione del diritto di ciascuno ad esprimere il proprio punto di vista (v. Sez. 6, n. 37978 del 03/07/2023, B., Rv. 285273 – 01).
Neppure colgono nel segno le deduzioni sulla capacità reattiva del soggetto passivo e sul mancato cambiamento delle sue abitudini di vita.
A fronte di condotte abitualmente vessatorie, che siano concretamente idonee a cagionare sofferenze, privazioni ed umiliazioni, il reato non è escluso per effetto della maggiore capacità di resistenza dimostrata dalla persona offesa, non essendo elemento costitutivo della fattispecie incriminatrice la riduzione della vittima a succube dell’agente (Sez. 6, n. 809 del 17/10/2022, dep. 2023, P., Rv. 284107 – 01).
Così pure, in tema di maltrattamenti in famiglia, lo stato di inferiorità psicologica della vittima non deve necessariamente tradursi in una situazione di completo abbattimento, ma può consistere anche in un avvilimento generale conseguente alle vessazioni patite, non escludendo sporadiche reazioni vitali ed aggressive della vittima la sussistenza di uno stato di soggezione a fronte di soprusi abituali (Sez. 3, n. 46043 del 20/03/2018, C., Rv. 274519 – 02).
Corte di Cassazione Penale Sez. 6 sentenza n. 24726 del 2026
