Emilienne d’Alençon: Image de la Belle Époque

Emilienne d'AlençonEmilienne d’Alençon, all’ anagrafe Émilienne Marie André (Parigi, 17 Luglio 1870 – Monaco, 14 Febbraio 1945) è stata una famosa attrice, ballerina e cortigiana francese, nonchè una delle protagoniste indiscusse di quel particolare periodo storico, artistico e culturale che va sotto il nome della “Belle Époque”.

Le umili origini della sua famiglia diventano per Emilienne d’Alençon il suo principale punto di forza; più precisamente, la base dalla quale partire per realizzare il suo riscatto sociale.

Il suo esordio sulla scena parigina avviene come ballerina, che la porta a calpestare i palcoscenici di diversi teatri per poi approdare al celebre teatro del ” Folies Bergere” . Da ballerina a cortigiana il passo è breve.

Emilienne d’Alençon, giovane e bella, ma anche audace, disinibita e anticonformista, non fa molta fatica ad imporsi nella società mondana parigina conquistando, in breve tempo, l’attenzione e i letti dei più grandi letterati, pittori, artisti e nobili dell’ epoca.

Segue, pertanto, il lusso, la ricchezza, le feste danzanti e i salotti culturali nei quali Emilienne d’Alençon esibisce con ostentazione gioielli e abiti alla moda: è, infatti, la prima a portare con assoluta eleganza i cappelli di una allora poco conosciuta Coco Chanel.

Emilienne d’Alençon approfitta e abusa a proprio piacimento di tutti i vantaggi che la “Belle Époque” le può offrire; la libertà sessuale diventa una delle sue prerogative non disdegnando relazioni anche con persone dello stesso sesso: in tal senso si narra di una relazione amorosa con La Goulue, una delle più famose ballerine del Moulin Rouge, oltre ad una relazione amorosa con la poetessa di origine inglese, apertamente bisessuale, Renée Vivien.

Con Emilienne d’Alençon si chiude così il cerchio storicamente composto dalle “Tre grazie” o, meglio definito in lingua francese “Les Grandes Trois” ovvero le tre cortigiane più famose e più ricercate della Parigi di fine secolo ( Emilienne d’Alençon, La Bella Otero e Liane de Pougy) che rappresentano il fulcro e l’anima della  “Belle Époque“.

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