Il reato di maltrattamenti in famiglia

Il reato di maltrattamenti in famiglia Discrimine tra il reato di maltrattamenti e quello di atti persecutori aggravati L'elemento soggettivo nel reato di maltrattamenti in famiglia Liti familiari Degrado nell'accudimento dei figli minori Sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto Estorsione Protezione internazionale l’esercizio del diritto di cronaca Aumento della pena in ragione della recidiva reiterata Ricusazione Testimonianza indiretta o "de relato" Motivi “nuovi” di appello Turbamento di funzioni religiose Circostanza aggravante della destinazione a pubblico servizio Contestazione delle circostanze aggravanti nuovo delitto di furto aggravato Vilipendio delle tombe verbali di osservazione e pedinamento Dati relativi al traffico telefonico e telematico Videoregistrazioni Diritti fondamentali Violenza necessaria Principio della ragione più liquida Sanzioni irrogate alla società estinta Cancellazione della società Legittimità dell'arresto Reato complesso Protezione complementare dello straniero Protezione internazionale con riguardo ai figli minori Interpretazione della contrattazione collettiva Demanio marittimo Detenzione domiciliare speciale Il comodato Grave o reiterata trasgressione al programma di trattamento Risarcimento non adeguato Ordinaria litigiosità familiare Tolleranza degli abusi Inganni Registrazione fonografica di colloqui tra presenti Obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione Distinzione tra irrevocabilità della sentenza е inoppugnabilità della sentenza Pene sostitutive Nullità della notificazione dell’atto introduttivo Video realizzato in luogo di privata dimora Danno da perdita del rapporto parentale Danno biologico terminale Bancarotta fraudolenta documentale Accesso ai programmi di giustizia riparativa Ipotesi di lieve entità Pena pecuniaria Casi di ricorso per cassazione Casi di appello del Pubblico Ministero Reato di acquisto di sostanza stupefacente Reato di favoreggiamento personale al fine di agevolare l’attività di un’associazione di tipo mafioso Reato favoreggiamento personale Interpretazione del contratto collettivo La gelosia quale aggravante Circostanze aggravanti nel reato di atti persecutori Rinnovazione Mutamento del fatto Il reato di furto dopo la Riforma Cartabia Presupposti per la concessione della pena sostitutiva Famiglie di fatto e reato di maltrattamenti La valutazione dell'attendibilità della persona offesa dal reato La sospensione condizionale della pena Presupposti della revoca Abnormità strutturale e abnormità funzionale Matrimonio per prova Sostituzione della sanzione detentiva Sospensione del processo e messa alla prova Riparazione per ingiusta detenzione Obbligo di motivazione rafforzata Stillicidio di azioni giudiziarie Conversione della pena detentiva in quella pecuniaria Pene sostitutive Ricorso per cassazione Finalità La valutazione del giudice Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico Condotte con finalità di terrorismo L'istituto della continuazione Dolo e vizio parziale di mente Reato di produzione di materiale pedopornografico Gli "screenshots" Incompatibilità tra il beneficio della messa alla prova e lo stato detentivo del richiedente Revoca del provvedimento con messa alla prova Il concetto di "incidente stradale" Giudizio di appello Il segreto professionale Reciproco riconoscimento Mandato di arresto europeo Requisito della convivenza nel reato di maltrattamenti Accesso a materiale pornografico Detenzione Il diritto all'inviolabilità delle comunicazioni Norma interpretativa Costituzione di una servitù coattiva di passaggio Tratta di esseri umani Reverse engineering Rivelazione di segreti scientifici o industriali Violenza economica Critica sindacale Diffamazione militare Delitto di lesioni personali Delitto di scambio elettorale politico-mafioso Scambio elettorale politico-mafioso Consoli stranieri in Italia Minori Stranieri Non Accompagnati Protezione dei minori Coniuge separato senza addebito Incentivo all’esodo Indennità di fine rapporto erogata al coniuge obbligato alla corresponsione dell’assegno di divorzio Eredità devoluta a minori o incapaci Procedimenti in materia di famiglia Rinvio pregiudiziale Beni immobili vacanti Divieto degli atti d’emulazione Abbandono liberatorio Diritto di disporre Rinunciabilità del diritto di proprietà immobiliare Unione civile Assegno Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti Conversazioni captate Ordinanza di ammissione alla prova Reato di violenza sessuale Prostituzione Ignoranza purgazione Pena detentiva Uccellagione Associazione per delinquere Violazione dei provvedimenti Condotte maltrattanti Quasi flagranza Circostanza aggravante dei futili motivi Circostanza aggravante comune consistente nell'avere agito con crudeltà Il foglio di via Mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche di un minore di anni diciotto Violazione degli obblighi di assistenza familiare Il requisito della verità Libertà di manifestazione del pensiero Il Giudice Disciplina della protezione Trattamento dei dati personali Protezione delle persone fisiche Il diritto di critica Indagine di legittimità Diritto di critica politica Posidonia oceanica Captatore in dispositivo elettronico Vittimizzazione Fare sesso in auto bagno di un autogrill sessualmente espliciti Indagini genetiche Allontanamento di urgenza dalla casa familiare Stato d'ansia Reiterazione degli atti persecutori pena illegale nudo su una spiaggia Custodia Lido Furto di legname Intercettazioni La motivazione Tradimento virtuale Riconoscimento Diffamazione commesso Olocausto ebraico Risocializzazione del condannato Applicazione della messa alla prova Curva di Widmark Violenze Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi inammissibili Il diritto di cronaca giudiziaria Responsabilità della pubblica amministrazione Rifiuto di accertamento del tasso alcolemico rapporto di coniugio Obblighi cautelari Natura giuridica del reato Reati culturalmente orientati La molestia sessuale Il tentativo del reato Induzione Indeterminatezza La condotta tipica Succhiotto Modalità per la revoca Attività di offensività modesta Poteri del giudice di rinvio Connivenza non punibile Obbligo di custodia parcheggio di autovetture Comportamento colposo Legittimo esercizio Molestie sessuali sul luogo di lavoro le minacce non hanno seguito Eccezione Presunzioni I rapporti dell'adottato Estrarre messaggi Natura valutativa o autoevidente Revocazione del testamento per sopravvenienza di figli Mancata concessione Ammissione dell'imputato Danno non Evento di danno Assenza di offensività Lieve entità del fatto Espulsione dello straniero Pena massima Archiviazione pubblico servizio Immigrazioni clandestine Opposizione Adeguatezza del programma Imprenditore Colloqui del detenuto Libertà di movimento Relazione platonica Violenza domestica Violenza sessuale ai danni di persone che non hanno compiuto i dieci anni L'incompatibilità a testimoniare Regime di procedibilità di un reato Paternità dei post diffamatori Locus commissi delicti La rinuncia alla prescrizione Adeguatezza Non contestazione Legittimazione ad agire grave o reiterata I limiti di pena edittale Diritto all'identità personale Protezione sussidiaria Pedinare l’amante Ex amante Comunicare l'infedeltà Presunto tradimento Mancata allegazione Bancarotta semplice Guardie giurate materiale pedopornografico Lancio di oggetti dal cavalcavia Stile di vita della persona offesa  Testimonianza della persona offesa volontaria assunzione di alcolici Inoltro post diffamatori Stalking indiretto Nozione di continuazione Bene giuridico Tempestività Lap dance Atti osceni Revoca della pena sostitutiva Sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità Obbligo motivazionale Lavoro di pubblica utilità sostitutivo Messaggi telefonici Misure cautelari in materia di violenza domestica Tartan scozzese Privazione della funzione genitoriale Chat whatsapp Assoluta passività della donna Scherzo degenerato Omessa dichiarazione Integrale risarcimento del danno Unica trasgressione Provvedimento Guida di veicoli Mantenimento della nipote Risarcimento del danno Occupazione dello spazio demaniale La buona fede scusabilità dell’ignoranza Condotte lesive della dignità Condotta vessatoria Immissioni sonore Requisito del pericolo di diffusione La nozione di pornografia minorile Causa di non punibilità Convivente Persona non convivente Familiari Divulgare foto pornografiche Mancanza di convivenza Peculato Convivenza more uxorio Rapporto tra Reato di maltrattamenti Inattendibilità del testimone Tentativo del delitto di violenza sessuale Sottrazione di minore luoghi abitualmente frequentati da minori Pratiche sessuali non del tutto gradite Violenza sessuale aggravata Delitti colposi di pericolo Confisca obbligatoria Sfruttamento del lavoro Dissenso del coniuge sovra-ordinazione Contestazioni al testimone Motivazione rafforzata Disastro colposo Sapere scientifico Posizione di garanzia Enti e associazioni Vis grata puellae Molestie sessuali Delitto di violenza sessuale Toccamenti Violenza sessuale atto sessuale età della minore Malformazione del nascituro Aborto eugenetico gestante ed il medico Allontanamento morale e materiale del figlio Il diritto alla bigenitorialità Saltuari ritorni del marito preesistente vincolo coniugale immagini della vittima dell’omicidio manipolazione dei cadaveri Abbandono della scuola Atti di bullismo La responsabilità a carico dell'amante La violazione del dovere di fedeltà Mantenimento dei nipoti Frequentazione dei nipoti minorenni con i nonni Fuga prima delle nozze Eccezione di riconciliazione Comunione de residuo Ripristino del regime Palpeggiamento libidinoso del sedere Mancanza di rapporti sessuali fra i coniugi Tradimento saffico mago Donna in topless Sfioramento con le labbra sul viso Abuso sessuale dello psicoterapeuta Pezzente Associazione finalizzata al traffico Fatto di lieve entità Normativa in tema di stupefacenti Pena per coloro che concorrono nel reato Luogo di consumazione della truffa on line Assenza per malattia Assistenza a persona disabile Permessi ex lege n. 104 del 1992 Il diritto all'accertamento dello status filiationis Anonimato al momento del parto Luna di miele da incubo Affidamento dei figli minori Suocera invadente Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina Il processo penale minorile Messa alla prova minori Obbligo della immediata declaratoria della non imputabilità La libertà sessuale Forare gli pneumatici Bullismo in ambito scolastico Bullismo Responsabilità dei genitori per il delitto compiuto dal figlio Reazione Espressioni utilizzate Paternità dei post Esercizio arbitrario Colluttazione con caduta Sentenza di condanna Preordinazione del delitto Dichiarazione congiunta di riconoscimento del minore internet providers Accerchiamento Principio di legalità della pena Determinazione del reato più grave Il Ravvedimento Permesso premio La liberazione anticipata Pirateria Furto aggravato Risarcimento integrale del danno Smishing Convivenza di fatto tra un terzo e l'ex coniuge Mago Contraffazione o alterazione Fake lab Monopattino Modifica del programma di trattamento termine di decadenza Decisione Manifesta ubriachezza intollerabilità della convivenza dichiarazione di addebito Materiale fotografico Abusiva occupazione di un bene immobile Apprezzamento della prova indiziaria Allontanamento Giudizio di rinvio dopo annullamento Orario di lavoro discriminazione Azioni vessatorie La nozione Appropriazione Pubblicità ingannevole Tenore espressivo Aumento della pena Reato di esercizio di una casa di prostituzione Rapporto di coniugio Unicità del disegno criminoso rimessione Il dolo nel reato di ricettazione Contraffazione di marchi e segni distintivi Disciplina del marchio Il reato di strage Produzione di materiale pornografico Amore malato Sindrome di alienazione parentale Rivelazione di segreto professionale Tradimento finto Colloqui visivi del detenuto Mero giudizio critico Elemento costitutivo Dichiarazioni della persona offesa Effetti della dichiarazione La minaccia nel Divieto di prevalenza Obbligo della Assicurazione Esimenti del diritto Omicidio tentato Delitto di furto Reati edilizi Scambio elettorale Minore gravità La violenza Consenso agli atti Permanenza all'aperto Discriminazione del lavoro a tempo parziale Espulsione dello straniero condannato Diniego della sanzione sostitutiva Reato di traffico di influenze illecite Valutazione della prova dichiarativa Ingiuria grave Diritti del coniuge superstite Marchio contraffatto Modifica dell'imputazione Provenienza delittuosa del bene Gravi indizi di colpevolezza Giudizio sulla rilevanza Traffico di influenze illecite destrezza Precedenti in tema della recidiva Prelazione agraria Qualificazione del contratto Discriminazione Marchio di forma Comunicazione con Revocazione per ingratitudine Rinvio pregiudiziale Espressioni riportate Remissione della querela Applicazione della sanzione sostitutiva Sospensione condizionale Circostanza attenuante Delitto di Revoca de plano La sanzione accessoria Valutazione della prova indiziaria Il mutuo Furto in abitazione Contesa per ragioni sentimentali più probabile che no Individuazione dei criteri Mancato pervenimento del programma Contenuto e idoneità Motivi di legittimo sospetto Sentimento di affezione e solidarietà Sanzioni sostitutive di pene detentive brevi Ordine europeo di indagine Dati esterni alle telecomunicazioni Misure cautelari personali Procedimenti cumulativi Principio del contraddittorio nella Messa alla prova Prognosi di non recidivanza Condanna a pena sostitutiva Versamenti di danaro Principio di retroattività Pena detentiva Condotte plurime Vaglio discrezionale Termini per richiedere Appropriazione indebita Sospensione della Qualificazione giuridica diversa Comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni Omesso risarcimento dei danni Partecipazione morale Relazione affettiva La praticabilità della sospensione con messa Provvedimento di rigetto Categoria della abnormità Procura speciale La tecnica del copia e incolla Materia regolata da più leggi penali Provvedimento di revoca Tendenza alla devianza Assunzione di nuovi mezzi di prova Mancata adozione della messa alla prova Possesso nel reato di furto Ordine di indagine europeo Rapporto di natura Comportamento non equivoco Il diritto di critica giornalistica Il diritto di critica politica Attività di introduzione di armi interdittiva antimafia Foto felici Saluto fascista Condotta del giornalista Oltraggio a pubblico ufficiale Causa di non punibilità Fattispecie dell'omicidio preterintenzionale Estremi del delitto tentato Ricorso straordinario per errore Presupposti per la misura alternativa Elementi costitutivi della premeditazione Sostituzione della pena detentiva Dichiarazioni indizianti Condotta persecutoria Confisca di prevenzione Abnormità funzionale Contestazione puntuale della recidiva Ordinanza cautelare Comunicazione asincrona Associazione di tipo mafioso Rinvio a giudizio Mediazione atipica Applicazione della recidiva Accesso abusivo ad una casella di posta elettronica protetta Reati commessi da più persone in danno reciproco Delitto di atti persecutori Criterio di gradualità nella concessione di benefici penitenziari Le molestie telefoniche Doppia conformità della decisione Angherie "da vicinato" Sottrazione del telefono cellulare Non punibilità per fatti commessi a danno di congiunti Il "giustificato motivo" del porto degli oggetti Contestazione Dichiarazioni della persona offesa Gravi indizi di colpevolezza Il controllo di legittimità Gravità indiziaria Il principio di vicinanza della prova Ricorso straordinario per errore materiale Elementi Idem factum Concorso formale tra Ordinanza che Sospensione Conflittuale di vicinato Rinnovazione Allontanamento dalla Aggravante dell'esposizione alla pubblica fede Riqualificazione del fatto Il reato di furto Sostituzione della pena della reclusione beni realizzati usurpando un titolo di proprietà industriale Disegno o modello comunitario Fabbricazione e commercio di beni Provvedimento di nomina dell'amministrazione di sostegno Interruzione del processo Successione a titolo Residenza abituale Atti posti in essere da soggetto Intervento obbligatorio Associazione temporanea di imprese Stato di abbandono del minore straniero Stato di abbandono Mobbing e Straining Danni conseguenti ad attività lavorativa eccedente la ragionevole tollerabilità Rapporto tra testo scritto Espromissione Liquidazione del danno ascrivibile alla condotta illecita Disponibilità Legittima difesa Valutazione frazionata delle dichiarazioni della persona offesa Circostanza attenuante del concorso del fatto doloso della persona offesa stato di figlio nei confronti del genitore intenzionale Criterio del “disputatum” Assegno bancario postdatato Liquidazione del danno biologico trasmissibile Biglietto del gioco del lotto Contrasto di giudicati Risarcimento del danno non patrimoniale subìto dalle persone giuridiche Documento nuovo in grado di appello Offerta informale Risoluzione del contratto di affitto al coltivatore diretto Consulenza tecnica La confessione La gelosia rinnovazione dell'istruzione dibattimentale Coinvolgimento del minore Conseguenze giuridiche del reato di rapina Elemento soggettivo nell'omicidio preterintenzionale Dolo eventuale nel delitto di lesioni Sentenza di assoluzione Riapertura dell'istruttoria in appello Vizio di motivazione deducibile in cassazione Danno endofamilare Offerta non formale Circolazione della prova Verbale di accertamento di un incidente stradale Diritto del possessore al rimborso delle spese per riparazioni straordinarie della cosa Pactum de non exequendo ad tempus Annullamento della sentenza penale ai soli effetti civili Domanda di revocazione per errore di fatto Circolazione di veicoli Terzo trasportato Sinistro stradale con pluralità di danneggiati Clausole claims made Privata dimora rendita vitalizia Imputazione del pagamento Istanza di verificazione della scrittura privata disconosciuta Servitù per vantaggio futuro Contratto condizionale Azione surrogatoria Acquisto di immobile da uno dei coniugi successivamente al matrimonio Clausola penale Dazione differita della caparra confirmatoria Risoluzione del contratto preliminare per inadempimento Sottrazione internazionale di minore Impossibilità di provvedere ai propri interessi rate swap Intervento in appello costitutore di una banca di dati Competenza del Tribunale per i minorenni Limiti del giudicato Affidamento familiare "sine die" Compensazione impropria Deindicizzazione Interruzione del processo Incapacità a testimoniare Risarcimento del danno subito dal figlio Reati culturali Dare in sposa la propria figlia Relazione sentimentale durante il matrimonio Il requisito della continenza Bacheca facebook Principio di libertà della prova Pressione psicologica Ripetibilità delle somme percepite a titolo di assegno di mantenimento Risarcimento del terzo trasportato comunione de residuo Marchio di impresa Assunzione della prova testimoniale Impossibilità di procurarsi mezzi adeguati per ragioni oggettive Omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio Alterazione o cambiamento delle abitudini di vita della persona offesa Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza Termini a difesa Obbligazione assunta da un coniuge Risarcimento del danno non patrimoniale alla madre e ai fratelliIl reato di maltrattamenti in famiglia

Evoluzione giuridica

Il reato previsto dall’art. 572 cod. pen. punisce: «Chiunque… maltratta una persona della famiglia…».

Si tratta di un delitto che nel Codice Zanardelli era contro la persona e nel Codice Rocco è stato collocato nel Titolo XI «Dei delitti contro la famiglia (sub capo V «Dei delitti contro l’assistenza familiare») nella prospettiva di tutelare proprio l’istituzione-famiglia, definita nella Relazione sui Libri II e III del Progetto definitivo di un nuovo codice penale «centro di irradiazione di ogni civile convivenza», mantenendo fermo lo ius corrigendi del pater familias nei confronti di moglie e figli.

La legge 1° ottobre 2012, n. 172 di ratifica della Convenzione di Lanzarote (Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minorenni contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale), al fine specifico che qui interessa, ha inserito “il convivente” tra i soggetti attivi e passivi del reato, così adattando la fattispecie penale al risalente approdo della Corte (Sez. 2, n. 320 del 01/03/1966, Palumbo, Rv. 101563) e della Corte EDU (Emonet + altri contro Svizzera, 13 dicembre 2007; Merckx contro Belgio, 13 giugno 1979) con l’obiettivo di estendere
la tutela penale, in risposta all’evoluzione sociale e nel rispetto di una lettura costituzionalmente orientata della fattispecie, anche all’interno di stabili legami affettivi.
Dalla lettura della norma si evince che la «famiglia» e la «convivenza» delineano l’ambito relazionale in cui si sviluppano precisi rapporti interpersonali ed individuano, sinteticamente, coloro che del reato di maltrattamenti possono essere autori e persone offese (così come avviene con il richiamo alle altre relazioni fondate su rapporti di autorità e affidamento) e che, per la natura e l’intensità stessa del legame, dal lato passivo rende difficile sottrarsi alle violenze e, dal lato attivo, rende facile perpetrarle.

La riforma legislativa del 2012, inserendo tra le persone tutelate anche il/la convivente“, genera un effetto evolutivo di estremo rilievo sotto diversi profili: adegua la norma alla mutata realtà sociale dei rapporti di coppia e così depotenzia l’anacronistica collocazione sistematica della fattispecie penale tra i delitti contro la famiglia; consente, proprio a partire dal dato testuale dell’assimilazione tra familiare e convivente, l’abbandono dell’impostazione pubblicistica e funzionale della famiglia fondata sul matrimonio, delineando l’oggetto giuridico del reato e dei beni che esso garantisce secondo un’esegesi costituzionalmente (artt. 2, 3, 32 Cost.) e convenzionalmente orientata (la CEDAW, con I’ art. 16; la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, detta CEDU, con gli artt. 3 e 14; la Convenzione di Istanbul, con l’art. 3) individuandoli nell’integrità fisica e morale, oltre che nella dignità e nell’autodeterminazione, della persona (Sez.6, n. 30340 del 08/07/2022, S., non mass.; Sez.6, n. 29542 del 18/09/2020, G., Rv. 279688; Sez. 6 n. 2625 del 12/01/2016, G., Rv. 266243).
Questa interpretazione è ulteriormente avvalorata dalla riformulazione parziale della rubrica dell’art. 572 cod. pen., avvenuta sempre con la l. n. 172 del 2012, che da «maltrattamenti in famiglia» è divenuta “maltrattamenti contro familiari e conviventi” tanto da rovesciare, in modo inequivoco, la prospettiva di tutela della norma che passa dall’istituzione-famiglia alla protezione dei suoi componenti dalle violenze, fisiche e psicologiche, che vi si compiono.

La lettura costituzionalmente e convenzionalmente orientata dell’unico verbo (maltrattare) che descrive la condotta, fornita dalla giurisprudenza della Corte (a partire da Sez. U, n.10959 del 29 gennaio 2016, P.O. in proc. C., Rv. 265893), ha consentito un pieno adeguamento alla Convenzione di Istanbul in quanto qualificata come l’insieme di comportamenti vessatori che, pur singolarmente considerati, possono anche non costituire reato, senza dunque richiedere la reiterazione di atti di violenza (tra le altre Sez. 6, n. 13422 del 10/03/2016, O., Rv. 267270; Sez. 6, n. 44700 del 08/10/2013, P., Rv. 256962).

Ciò che caratterizza un comportamento come maltrattante, in un quadro di insieme e non parcellizzato della relazione tra autore e vittima, è che gli atti coercitivi, anche solo minacciati o di minimale apparente portata lesiva, operanti a diversi livelli (fisico, sessuale, psicologico o economico), siano volti a ledere la dignità della persona offesa, umiliandola o limitandone la sfera di libertà anche rispetto a scelte minimali del vivere quotidiano, affinché, stante la struttura abituale del reato, si sviluppi, fino a consolidarsi, un assetto di potere discriminatorio.

L’accertamento, dunque, deve appuntarsi esclusivamente sulla condotta dell’autore, unico elemento oggettivo e descrittivo della fattispecie penale, non assumendo alcuna valenza, sotto il profilo della qualificazione giuridica del fatto e della sussistenza della illiceità penale, né la capacità reattiva della persona offesa (da ultimo Sez. 6, n. 30340 dell’08/07/2022, S., non mass.), né l’eventuale reciprocità delle condotte, né la concreta idoneità delle violenze di ottenere l’annientamento o la subordinazione della vittima (Sez. 6, n. 809 del 17/10/2022, V.; Sez. 6, n. 19847 del 22/04/2022, М.).

La nozione di convivente non è delineata nel codice penale o processuale penale perché, storicamente, il rapporto di convivenza, considerato un fenomeno deviante e poi a contenuto minore rispetto al matrimonio, ha assunto progressivamente diverso rilievo, di pari passo con l’evoluzione sociale e culturale, oltre che con il riconoscimento dei diritti dei conviventi e dei loro figli.

Per definire il termine convivente contenuto nell’art. 572 cod. pen. è necessario tenere conto della giurisprudenza costituzionale e delle leggi che, in vari ambiti, lo richiamano.
La giurisprudenza costituzionale (a partire da Corte cost., sent. n. 237 del 18 novembre 1986), condivisa ed assunta dalla giurisprudenza di legittimità (da ultimo Sez. U, n. 10381 del 26/11/2020, Fialova, Rv. 280574), riconduce la convivenza alle «formazioni sociali» meritevoli di protezione giuridica, in virtù dell’art. 2 Cost., quando si fonda su una relazione affettiva, nell’ambito della platea dei valori solidaristici postulati dalle aggregazioni menzionate dalla norma costituzionale, fonte di doveri morali e sociali anche al di là della filiazione.
L’ordinamento contiene da anni numerose disposizioni (normative, regolamentari, ecc.) che si riferiscono al “convivente” e, per quello che interessa in questa sede, già dal 2001 la legge n. 154 ha introdotto gli ordini di protezione contro gli abusi familiari di cui agli artt. 342-bis cod. proc. civ. е ss. “pur se commessi da conviventi o in danno di conviventi” proprio per incrementare il catalogo delle persone offese dal reato e, di conseguenza, degli autori, al di fuori della famiglia fondata sul matrimonio. In questo modo non solo si prende atto della progressiva equiparazione nel nostro ordinamento, per via normativa o giurisprudenziale, tra famiglia e convivenza, ma anche di un’interpretazione che  costituiva diritto vivente già dagli anni ’60 (Sez. 2, n.320 del 01/03/1966, Palumbo, Rv. 101563) ovverosia l’esistenza di condotte violente e maltrattanti anche nell’ambito delle cd “famiglie di fatto“, per tali intendendosi le relazioni sentimentali che, per la consuetudine dei rapporti creati, implicassero l’insorgenza di vincoli affettivi e aspettative di assistenza assimilabili a quelli tipici della famiglia o della convivenza abituale nonché a ogni consorzio di persone tra le quali la relazione stretta avesse creato rapporti di solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo (Sez. 6, n. 21329 del 24/01/2007, Gatto, Rv. 236757; Sez. 6, n. 20647 del 29/01/2008, В., Rv. 239726).

Questo percorso evolutivo, che ha attraversato tutti gli ambiti del diritto per decenni, ha avuto un approdo utile, ai fini dell’ermeneusi del termine convivente contenuto nell’art. 572 cod. pen., con l’unica norma che, per la prima volta, ne introduce nell’ordinamento la nozione legale ovvero l’art. 1, comma 36, della legge 20 maggio 2016, n. 76 («Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze») secondo cui sono …conviventi di fatto due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.“.
Occorre chiedersi se la disposizione contenuta nell’art. 572 cod. pen. possa attingere alla citata definizione di «convivente» visto che l’art. 1, comma 36, legge n. 76 del 2016 premette che la nozione legale è enucleata «ai fini delle disposizioni di cui ai commi da 36 a 67».
La risposta deve essere affermativa, non solo alla luce dei criteri ermeneutici delineati dalla Corte costituzionale nelle sopra richiamate sentenze (Corte cost. sent. n. 25 del 2019 e n. 172 del 2014), ma anche perché la I. n. 76 del 2016, per quanto rileva in questa sede, ha preso atto del diritto vivente formatosi in materia di “convivenza di fatto” (definizione criticabile che, peraltro, non ha più ragion d’essere stante l’introduzione di una specifica disciplina che regola, in parte, i contenuti e le caratteristiche di questa condizione di coppia), come si desume dalle Relazioni al disegno di legge, secondo cui la finalità della disciplina è volta a recepire nell’ordinamento legislativo le evoluzioni giurisprudenziali già consolidate nell’ambito dei diritti e dei doveri delle coppie conviventi“. L’intenzione del legislatore, dunque, è stata quella di accreditare, nel diritto positivo, la definizione di “convivente” elaborata dalla giurisprudenza, secondo una nozione condivisa e a vocazione generale riferibile al “senso comune“, invocato dalla Corte costituzionale nella sentenza 98 del 2021, che costituisce un preciso riferimento anche per il diritto penale nel rispetto del canone interpretativo a disposizione del giudice di fronte al testo legislativo.

Va ricordato che il d.lgs. n. 6 del 2017 con l’art. 1, lett. b) ha introdotto l’art. 574-ter cod. pen. («Costituzione di un’unione civile agli effetti della legge penale») che, a chiusura del Titolo XI («Dei delitti contro la famiglia»), stabilisce una generale equiparazione tra le parti delle unioni civili e i coniugi, senza menzionare i conviventi. Detta omissione, ai fini dell’interpretazione dell’art. 572 cod. pen., non assume alcuna valenza proprio grazie all’estensione testuale avvenuta con la precedente legge n. 172 del 2012.

Ulteriore e definitiva conferma della definizione di «convivente» enucleata, si trae, infine, sia dalla legge delega 27 settembre 2021, n. 134 che all’art. 1, comma 18, lett. b), delega il Governo a definire, nell’ambito dei programmi di giustizia riparativa, il «familiare», qualificando “il convivente come la persona che convive con la vittima in una relazione intima, nello stesso nucleo familiare in modo stabile e continuo“; sia dall’ art. 42 lett. d) del decreto delegato (d. lgs. n. 150 del 2022), che riprendendo la Direttiva 2012/29/UE, ha tradotto il criterio menzionato ed equiparato “il coniuge, la parte di un’unione civile ai sensi dell’art. 1, comma 1, legge 20 maggio 2016, n. 76, il convivente di fatto di cui all’art. 1, comma 36, della stessa legge, la persona che è legata alla vittima o alla persona indicata come autore dell’offesa da un vincolo affettivo stabile, nonché i parenti in linea retta, i fratelli, le sorelle e i familiari a carico della vittima o della persona indicata come autore dell’offesa“.
Ciò che è certo è che il convivente, in quanto tale, non acquisisce uno status perché quello che lo connota è l’avere creato uno stretto legame affettivo di coppia (che prescinde anche dall’appartenenza di sesso, diversamente da quanto previsto per le unioni civili e per il matrimonio), la cui definizione sfugge a schemi predefiniti, in quanto la convivenza è fondata su intime e personalissime scelte, differenti per ciascuna relazione, anche orientate da valutazioni economiche, culturali, sociali o religiose sempre più soggette a cambiamenti.

A questo punto è possibile delineare la definizione di convivenza, giuridicamente rilevante ai sensi dell’art. 572 cod. pen., che proietta il rapporto, cioè la volontà di coppia, in una dimensione di impegno e di progetto di vita, al di là che poi in concreto la stabilità si realizzi (Sez. 6, n. 8145 del 15/01/2020, S., Rv. 278358), come nel caso in cui, assunta la decisione di vivere insieme, la convivenza cessi, ad esempio, proprio per le violenze.
In sostanza ciò che qualifica detto tipo di rapporto è la spontaneità della decisione, liberamente revocabile, volta ad una comunione materiale e spirituale di vita (Sez. 6, n. 17888 dell’11/02/2021, O., Rv. 281092) che si differenzia da altre forme di condivisione, quali il matrimonio o l’unione civile, solo per la mancata adesione a vincoli giuridici da cui conseguono differenti soglie di tutela a seconda delle scelte operate di volta in volta dal legislatore (Sez. U, n. 10381 del 26/11/2020, Fialova, Rv. 280574 che al par. 4.2. richiama le sentenze della Corte EDU che già dal 1979 riconducono nella sfera applicativa dell’art. 8 CEDU, sulla protezione della vita familiare, anche i vincoli affettivi discendenti dalla convivenza di fatto).
Dalla nozione delineata discende che la convivenza non può essere esclusa quando sia sospesa o segnata da intervalli purché, però, restino intatti gli altri aspetti, materiali e spirituali, della comunione di vita e della volontà di condivisione. Questi andranno accertati dal giudice di merito in chiave fattuale tenendo conto anche della flessibilità che caratterizza questa dimensione affettiva rispetto al contesto sociale, lavorativo e alle scelte intime che muovono le condotte umane.

Sono diversi gli indicatori della convivenza elaborati nei decenni dalla giurisprudenza (civile e penale) quali: la coabitazione, cioè la vita in un alloggio comune in cui investire affettivamente (Sez. 6, n. 9663 del 16/02/2022, P., Rv. 283120); la condivisione di un’intimità che si traduce in un legame sentimentale stabile; la riconoscibilità come coppia da parte di contesti sociali e familiari; la scelta di avere figli; la responsabilità genitoriale (Sez. 6, n. 37628 del 25/06/2019, C., Rv. 276697); la reciproca assistenza economica con la messa a disposizione di un patrimonio comune (conto corrente, pagamento comune di alcune voci di spesa, mutuo, leasing ecc.) o di beni (auto, case, ecc.) o servizi (badante, babysitter, dog sitter ecc.) o intestazione di utenze; lo svolgimento di un’attività lavorativa comune (impresa, negozio, ecc.). Si tratta di indicatori che, seppure singolarmente sforniti di valenza indiziaria, potrebbero acquisirla ove valutati congiuntamente, in quanto ognuno può rafforzare e trarre vigore dall’altro in un rapporto di vicendevole completamento. Infatti, la volontaria e reciproca partecipazione dell’uno alla vita dell’altro, che costituisce il nucleo del rapporto di convivenza, spesso è priva di elementi formali la cui esistenza richiede un accertamento in concreto che, al di là del foro interno dei partner, va svolto dal giudice attraverso una valutazione complessiva, e mai atomistica, di tutti gli elementi utili.

La coabitazione può essere un indice importante per individuare una convivenza affettiva stabile in quanto vi è una casa comune all’interno della quale si svolge il programma di vita condiviso, ma non è un requisito che la connota, visto che sempre più costituisce un dato recessivo (Cass. civ., Sez. 1 ord. 14151 del 04/05/2022, B./F., Rv. 664954; Cass. civ., Sez. 3 ord. 9178 del 13/04/2018, S., Rv. 648590). Infatti, la coabitazione può mancare per ragioni economiche, per condizioni oggettive, per scelte individuali, per necessità di assistenza di altri parenti, per esigenze lavorative e aspettative di studio o di carriera (come nel caso di partner che svolgono attività in città differenti e lontane o quando è la stessa natura della professione svolta a non permettere una continuativa coabitazione). Anche la Corte EDU ha ritenuto di non ravvisare «alcun fondamento per tracciare la distinzione… tra i ricorrenti che convivono e coloro che – per motivi professionali e sociali – non lo fanno… poiché… il fatto di non convivere non priva le coppie interessate della stabilità che le riconduce nell’ambito della vita familiare ai sensi dell’art. 8» (Corte EDU, Vallianatos e altri contro Grecia, 7 novembre 2013, § 73).
Al contrario, la coabitazione o la convivenza meramente anagrafica possono esistere in assenza di convivenza affettiva duratura quando dipendono da esigenze di mera opportunità, di cura, di amicizia o utilità economica (si pensi agli studenti o ai colleghi di lavoro che condividono le spese di un appartamento, ai parenti lontani che abitano nella stessa casa di famiglia, есс.).

La condotta costitutiva del reato di maltrattamenti appare indirizzata non genericamente contro una persona con cui si vive, ma contro chi ha una consuetudine di vita in comune con l’agente in una relazione intima che, attraverso condotte maltrattanti, genera un rapporto gerarchico e non paritario. Si tratta, in sostanza, di un legame strutturato su una volontà di “dominio” nel quale è dirimente soprattutto il condizionamento psicologico e manipolatorio, fondato su ricatti affettivi o economici, in cui la relazione sentimentale e/o genitoriale costituiscono una precondizione che agevola la condotta sopraffattoria dell’autore sulla persona offesa.
È proprio il rapporto di intimità, di fiducia e di affidamento, a prescindere dal legame formale, ad esporre alle vessazioni maltrattanti.
In conclusione, l’argomento letterale acquisisce una indiscutibile valenza dimostrativa allorché vede nel termine “convivenza” l’idea della condivisione di vita intesa sia nella componente materiale (comune gestione e organizzazione dei figli, del tempo, dello spazio abitativo, delle amicizie o delle attività di ciascuno dei conviventi), sia nella componente affettiva.

Corte di Cassazione Sez. VI Penale, sentenza n. 9187 del 2023

2 thoughts on “Il reato di maltrattamenti in famiglia

  1. Camilla ha detto:

    È un’evoluzione positiva perché adegua la norma alla realtà sociale, ampliando la tutela anche ai conviventi e rafforzando la protezione della dignità e dell’integrità della persona

    1. Avv. Francesco Meatta ha detto:

      La ringraziamo per l’intervento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *