I vinti

I vinti Paesaggio IVI vinti

Sono cento, son mille, son milioni,
Son orde sconfinate.
Sommesso rombo di lontani tuoni
Han le file serrate.

S’avanzan sotto il rigido rovaio
Con passo uguale e tardo.
Nuda è la testa, l’abito è di saio,
Febbricitante il guardo.

Essi cercano me. — Tutti son giunti. —
Fluttuando com’onda
Di grigie forme e di volti consunti,
La turba mi circonda.

Mi pigia, mi nasconde, m’imprigiona;
Sento i rôchi respiri,
Il lungo pianto che nel buio suona,
Le bestemmie, i sospiri.

“Noi veniam dalle case senza fuoco,
Dai letti senza pace,
Ove il corpo domato a poco a poco
Piega, s’arrende, giace.

Veniam dagli angiporti e dalle tane,
Veniam dai nascondigli,
E gettiam su la terra un’ombra immane
Di lutto e di perigli.

Noi lo cercammo un ideal di fede,
Ed esso ci ha traditi.
Noi cercammo l’amor che spera e crede,
Ed esso ci ha traditi.

Noi l’oprar che rigenera e rafforza
Cercammo, e ci ha respinti.
Ov’è dunque la speme?… Ove la forza?.
Pietà!… Noi siamo i vinti.

…. Sopra e d’attorno a noi, del sol raggiante
Ne la gran luce d’oro,
Scoppia e trasvola il vasto inno festante
Del bacio e del lavoro:

Ferreo serpe, il vapor passa e rimbomba
Sotto montana vôlta,
Chiama l’industria con guerriera tromba
Menti e braccia a raccolta:

Mille bocche si cercan desïose
Innamoratamente,
Mille vite si lancian generose
Nella fornace ardente;

E inutili siam noi!.. — Chi ci ha gettato
Su la matrigna terra?…
Il sospiro del cor chi ci ha negato?
Chi ne opprime e ne atterra?…

Qual odio pesa su di noi?… Qual mano
Ignota ci ha respinti?…
Perchè il cieco destin ci grida: Invano?…
Pietà!… Noi siamo i vinti.„

Ada Negri (Lodi, 3 Febbraio 1870 – Milano, 11 Gennaio 1945) è stata una famosa poetessa e donna di lettere italiana, prima e unica donna ad essere ammessa all’Accademia d’Italia, ma soprattutto una delle poche donne che, nonostante la bassa estrazione sociale di provenienza, con talento ed eccezionali capacità intellettuali, riesce ad emergere nel panorama culturale italiano.

Solo con la raccolta d’esordio di poesie Fatalità pubblicata nel 1892 riesce ad ottenere una serie di apprezzamenti fino ad arrivare al successo e alla notorietà e, in conseguenza di ciò, con decreto del ministro Zanardelli, le viene conferito il titolo di docente per chiara fama presso l’Istituto Superiore “Gaetana Agnesi” di Milano. Due anni dopo esce la sua seconda raccolta di poesie, “Tempeste”.

La raccolta di poesie Fatalità comprende 61 poesie oltre ad una Prefazione.

In particolare fanno parte le seguenti liriche:

Prefazione
Fatalità
Senza nome
Non mi turbar…
Va l’onda…
Birichino di strada
Son gelosa di te!…
Storia breve
Autopsia
Nevicata
Nebbie
Notte
Fin ch’io viva e più in là
Sulla breccia
Buon dì, Miseria
Vegliardo
Il canto della zappa
I vinti
Mano nell’ingranaggio
La macchina romba
Popolana
Fior di plebe
Bacio pagano
Cavallo arabo
Te solo
Sinite parvulos
Nenia materna
Nell’uragano
Luce
Portami via!
Pur vi rivedo ancor…
Strana
Perchè?
Sfida
Salvete
Pietà!…
Va
No
Canto d’aprile
Madre operaia
Non posso
Fantasmi
Viaggio notturno
Anima
Afa
Tu vuoi saper?…
Vieni ai campi…
Fra i boschi cedui
Cascata
Mistica
Hai lavorato?
A Marie Bashkirtseff
In alto
Sola
Spes
Vedova
Rosa appassita
Deforme
Voce di tenebra
Marchio in fronte
Vaticinio
Largo!

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