Compianto sul Cristo morto. Opera di Orazio Borgianni

Compianto sul Cristo morto

Compianto sul Cristo morto. Opera di Orazio Borgianni. Galleria Spada a Roma.

Il “Compianto sul Cristo morto” è un dipinto (olio su tela, cm 55×77) realizzato intorno al 1615 dal pittore romano Orazio Borgianni ed attualmente conservato presso la celebre Galleria Spada a Roma.

L’opera il “Compianto sul Cristo morto”,  chiaramente ispirato al tema del Compianto con la rappresentazione del corpo di Gesù successivamente alla Deposizione dalla Croce, è certamente meno conosciuto rispetto all’opera “Cristo deposto” di Andrea Mantegna e al “Cristo morto con strumenti della Passione” di Annibale Carracci, ma non per questo meno importante.

Nel dipinto del Borgianni troviamo elementi che per un verso richiamano l’opera del Mantegna, con riguardo la posizione frontale del corpo di Cristo, deposto su un tavolo di marmo coperto solo dal lenzuolo e quel compatimento di Maria e dell’Apostolo Giovanni; per altro verso possiamo scorgere nel dipinto altri elementi che rimandano a quella espressività fortemente realistica presente nell’opera del Carracci che Orazio Borgianni interpreta i maniera più amorevole e poetica evidenziata dal volto pacatamente sofferente della Vergine Maria con le mani raccolte in preghiera e dal gesto delicato dell’Apostolo Giovanni che appoggia la sua guancia sulla mano di Cristo.

Orazio Borgianni porta in evidenza i c.d. “affetti” ovvero le emozioni e i sentimenti che caratterizzano la pittura del seicento.

Le due figure della Vergine Maria e dell’Apostolo Giovanni si collocano ai lati dell’immagine del corpo di Cristo, equilibrandone la rappresentazione.

Lo stile richiama elementi caravaggeschi con un perfetto gioco di luce ed ombre.

La luce si infrange dall’alto sul corpo morente di Cristo e travolge lateralmente le due figure della Vergine Maria e dell’Apostolo Giovanni.

Sembra, inoltre che il pittore romano Orazio Borgianni nella realizzazione dell’opera il “Compianto sul Cristo morto” abbia tratto ispirazione con il soggetto dell’affresco della sagrestia della Chiesa di San Salvatore in Lauro in Roma.

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