La sera o Le illusioni perdute. Opera di Charles Gleyre

la sera o Le illusioni perdute La sera o Le illusioni perdute è un dipinto (olio su tela, cm 39 x 67) realizzato nel 1843 dal pittore francese, di origine svizzera, Charles Gleyre, ed attualmente conservato presso il Museo del Louvre di Parigi.

Charles Gleyre (Chevilly, nel Cantone del Vaud, 2 Maggio 1806 – Parigi, 5 Maggio 1874) è stato un celebre pittore svizzero, del periodo romantico. Studia e si forma a Parigi presso la Scuola delle belle arti, viaggia in Italia a Roma, dove studia l’arte di Michelangelo, viaggia in Oriente con l’industriale americano, filantropo e appassionato d’arte John Lowell Jr.

Rientrato in Francia nel 1837 fonda una propria accademia e diviene uno dei maestri dei principali pittori dell’impressionismo, in particolare Claude Monet, Alfred Sisley e Pierre-Auguste Renoir.

Nonostante le sue eccezionali abilità tecniche, Charles Gleyre non riesce a riscuotere il meritato successo fino al 1843 quando, all’età di trentasette anni, espone al Salon di Parigi il dipinto tal titolo La Sera o Le Soir che viene apprezzato e premiato con una medaglia d’oro mettendo pienamente d’accordo pubblico e critica. Solo in seguito cambia il titolo in Les Illusions perdues, con riferimento al romanzo di Honoré de Balzac pubblicato tra il 1837 e il 1843 (lo stesso anno della realizzazione dell’opera La Sera o Le Soir).

L’opera conserva esclusivamente un carattere estetico e simbolico (oltre che autobiografico) e narra attraverso le immagini un sogno che il pittore ha avuto durante il viaggio in Oriente, mentre si trovava sulle rive del Nilo, in merito alla perdita dei piaceri e delle illusioni della vita come la giovinezza, l’amore e forse il successo e l’affermazione come artista.

Il dipinto La sera o Le illusioni perdute raffigura una grande barca con degli angeli che festeggiano e intonano musiche divine mentre di fronte si trova un vecchio barbuto (la solitudine) che seduto per la stanchezza vede man mano allontanarsi le illusioni e i piaceri della vita.

 

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