Visage du Grand Masturbateur. Opera di Salvador Dalí

Visage du Grand Masturbateur

Visage du Grand Masturbateur. Opera di Salvador Dalí. Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid.

Visage du Grand Masturbateur” (o Volto del grande Masturbatore) è un dipinto (olio su tela, cm 110 x 150), realizzato nel 1929 dal pittore surrealista spagnolo Salvador Dalí ed attualmente conservato presso il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid.

Il dipinto “Visage du Grand Masturbateur” simboleggia le ossessioni sessuali ed erotiche dell’artista catalano, tanto da essere definito, da una parte della critica, come un’opera a carattere autobiografico e citata nell’opera letteraria The Secret Life of Salvador Dalí  (La vita segreta di Salvador Dalí), pubblicata nel 1942.

In tal senso l’opera è ricca di moltissimi elementi simbolici: una grande figura metamorfosata sospesa tra la terra e il cielo azzurro; la grande testa del masturbatore, personificazione dell’artista catalano, con le ciglia lunghe e il naso molto grande, e la cavalletta che succhia il corpo della grande figura, un insetto verso il quale il pittore provava avversione sin dall’infanzia.

Una rappresentazione certamente emblematica, in equilibrio tra l’onirico e il narcisismo, tra l’amore e l’eros, eseguita da Salvador Dalí nel 1929 e in un certo senso dedicata a Gala, al secolo Elena Ivanovna Diakonova, la sua unica compagna, moglie e musa ispiratrice, che aveva conosciuto qualche mese prima a Parigi. L’opera viene realizzata alla fine dell’estate del 1929, dopo che il pittore aveva trascorso alcuni giorni con Gala e quest’ultima aveva deciso di rimanere con lui nella sua casa di Cadaqués, in Spagna, lasciando il marito, il poeta Paul Éluard, che ritorna a Parigi da solo.

Gala è il grande amore della sua vita, è la donna che accende il sentimento erotico e la passione sessuale di Dalì, che affermava di non aver mai fatto l’amore con un altra donna, prima di incontrarla, ricorrendo esclusivamente alla masturbazione.

Ma il carattere autobiografico dell’opera emerge anche da altre figure, in primo luogo, l’uomo, in miniatura, che stringe tra le braccia il cadavere in decomposizione di una donna che si rifà alla morte della madre; il secondo uomo che da solo cammina verso l’orizzonte, con riferimento al padre e al suo secondo matrimonio con la zia ovvero con la sorella della madre, (mai accettato dal pittore) e infine, sullo sfondo, compaiono appena percettibile all’occhio nudo, due figure, un uomo e un bambino che richiamano il pittore catalano e suo padre.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *